ROMA - molti è un caso, per Pioli no. Certo, la terza esclusione consecutiva di Keita dall’undici titolare della Lazio fa discutere. Anche perché in quei 14 minuti giocati contro l’Udinese (gli unici nelle ultime tre gare) il talento ex Barcellona ha dimostrato di essere lo stesso dell’anno scorso. Dribbling,…
ROMA - molti è un caso, per Pioli no. Certo, la terza esclusione consecutiva di Keita dall’undici titolare della Lazio fa discutere. Anche perché in quei 14 minuti giocati contro l’Udinese (gli unici nelle ultime tre gare) il talento ex Barcellona ha dimostrato di essere lo stesso dell’anno scorso. Dribbling, tiri in porta e personalità, le stesse caratteristiche che da 18enne, al suo primo anno tra i professionisti, gli hanno permesso di collezionare — tra campionato e coppe — ben 35 presenze, realizzare 5 gol e fornire 9 assist decisivi ai compagni. Numeri che hanno fatto innamorare i tifosi: loro già lo considerano un idolo al pari di Klose e Candreva. Eppure con Pioli l’amore non è ancora scattato. Non che il tecnico non lo consideri, al contrario: ci parla spesso, gli spiega il motivo delle esclusioni. E Keita si tranquillizza, come dimostra anche il gavettone a Djordjevic nel post partita con il Palermo.
Ha rinnovato il suo contratto la scorsa estate, firmando fino al 2018 a circa 250mila euro a stagione, ma nel suo entourage un po’ di malumore affiora: «Stiamo riflettendo — ha spiegato l’agente Ulisse Savini a Radiosei — e cerchiamo di capire il perché delle esclusioni. Con la Lazio si è deciso insieme di non ascoltare le sirene: questo per valorizzare il ragazzo, ma se resta in panchina non succede. È prematuro fare questi discorsi dopo tre partite, nel caso però la situazione continuasse nei mesi successivi, allora faremo le opportune riflessioni. Per il momento il ragazzo è sereno: non pretende di partire titolare, spera solo di giocare di più». Aspetta il suo turno, Keita. Prova a mettere in difficoltà l’allenatore. Già contro il Sassuolo, sfida molto diversa rispetto a quella delicatissima di Palermo, potrebbe riprendersi una maglia da titolare. E il “caso Keita” si spegnerebbe sul nascere. (Repubblica)
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