ROMA Da sconsiderato a saggio. Da presuntuoso, tatticamente parlando, a stratega. Ci ha messo un po’, ma alla fine Stefano Pioli sta convincendo tutti. Uno che ha fortemente scommesso su stesso, firmando un solo anno di contratto e automaticamente rinnovabile in caso di ritorno in Europa. A parte Biglia o…
ROMA Da sconsiderato a saggio. Da presuntuoso, tatticamente parlando, a stratega. Ci ha messo un po’, ma alla fine Stefano Pioli sta convincendo tutti. Uno che ha fortemente scommesso su stesso, firmando un solo anno di contratto e automaticamente rinnovabile in caso di ritorno in Europa. A parte Biglia o Djordjevic, o la ritrovata vena di Klose e Mauri, il vero segreto della Lazio è il tecnico di Parma. E’ lui l’artefice della ritrovata armonia e della risalita in classifica. Dal più giovane al più esperto, all’interno dello spogliatoio biancoceleste lo seguono tutti a occhi chiusi e con grande fiducia. E’ lontana anni luce ormai la perplessità con la quale è arrivato nella capitale. All’annuncio del suo ingaggio la maggior parte della gente nutriva più di un dubbio ed era già pronta a rimpiangere le mancate firme di Donadoni o Allegri, allenatori con cui Lotito ha parlato durante l’estate.
IL CAMBIO DI ROTTA
L’ambiente romano, si sa, è piuttosto particolare e spesso ha il brutto vizio di giudicare e stroncare chicchessia senza dare la possibilità di valutare e vedere. E Pioli rischia di diventare un caso emblematico, visto che al suo arrivo e senza averlo mai visto sul campo, è stato aspramente criticato. Non è sicuramente facile lavorare nella capitale, ma il tecnico è uno testardo che difficilmente si arrende alle prime difficoltà anzi sono proprio queste il suo stimolo maggiore. Dai suoi giocatori pretende il massimo e anche di più soprattutto durante il lavoro della settimana. Basti pensare che un campione come Klose, che ha vinto praticamente tutto, sin dal primo giorno è rimasto affascinato dalla mentalità e dall’abnegazione di questo signore che non guarda in faccia nessuno. E pretende che la Lazio in campo, qualsiasi sia l’avversario, sia aggressiva, padrona e comandi il gioco. Atteggiamento che il gruppo ha subito sposato.
LA CORTE DEL PRESIDENTE
Dopo la vittoria sul Torino, il patron laziale è rimasto per diversi minuti a chiacchierare ed elogiare il tecnico, la sua prima scelta. La sensazione è che il presidente vorrebbe anticipare i tempi e provare a blindare il suo allenatore. Ma Pioli è un testardo e un uomo di parola. E’ convinto di confermarsi alla Lazio con il lavoro e con un sogno chiamato Champions League. ( Il Messaggero )
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