Gli infortuni di Estigarribia e Raimondi gli regaleranno una maglia da titolare nello stadio che poteva essere suo, ma il rimpianto, più che di Marco D’Alessandro, potrebbe essere della Lazio. L’esordio in A lo ha fatto con la Roma, i primi passi da calciatore erano stati colorati di biancoceleste. Stagione…

Gli infortuni di Estigarribia e Raimondi gli regaleranno una maglia da titolare nello stadio che poteva essere suo, ma il rimpianto, più che di Marco D’Alessandro, potrebbe essere della Lazio. L’esordio in A lo ha fatto con la Roma, i primi passi da calciatore erano stati colorati di biancoceleste. Stagione 2004-05, la Lazio ha una fortissima squadra Giovanissimi Regionali, e vince il titolo battendo in finale la Roma di Bertolacci e Florenzi: 1-0, pallonetto vincente proprio dell’attaccante esterno dell’Atalanta. Pochi giorni dopo due ragazzi chiedono lo svincolo per distanza, lui e Marco Di Stefano, un centravanti che teneva in panchina Macheda, arrivato all’Under 16 prima di perdersi: la Lazio non è brava a opporsi, i due passano alla Roma. È l’inizio della grande fuga dei ‘91: un anno dopo se ne andranno Malomo (sempre a Trigoria) e Macheda, allo United, l’ultimo sarà Faraoni, all’Inter. Una generazione perduta, a costo zero: Cavanda e Cataldi, gli unici prodotti del vivaio in prima squadra, in due non fanno le 9 presenze raccolte quest’anno dal ragazzo che se ne andò a Trigoria. (Gazzetta dello Sport)

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