Città Celeste archivio2014 Maestrelli torna in scena - FOTO
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Maestrelli torna in scena - FOTO

redazionecittaceleste
Una banda di ragazzi difficili che non aveva ancora trovato una ragione per vincere. Un uomo solo, a bordo campo, che sentiva di avere un debito con la vita. La storia di un incontro straordinario. La storia di un distacco che avrebbe fatto di quei ragazzi degli uomini. E del…

Una banda di ragazzi difficili che non aveva ancora trovato una ragione per vincere. Un uomo solo, a bordo campo, che sentiva di avere un
debito con la vita. La storia di un incontro straordinario. La storia di un distacco che avrebbe fatto di quei ragazzi degli uomini. E del loro
allenatore un mito.Tommaso Maestrelli, l’ultima partita. Non una storia di calcio, ma una storia di vita.Quello di un “padre” con i suoi figli, ecco il rapporto di Tommaso Maestrelli con i suoi giocatori. Figli da amare ancor di più proprio perché sradicati, caratteriali, difficili. Giocatori non tutti eccelsi, alcuni ricchi di talento, magari scartati da altre società, comunque da amare più che da addomesticare. Solo lui, il “Maestro”, avrebbe potuto riuscire nell’impresa. Solo lui, un padre, avrebbe potuto farli sentire accettati, compresi, sostenuti. Avrebbe potuto chiedergli anche molto di più di quello che potevano dare. Tommaso Maestrelli riuscì a fare di una banda di scalmanati dei campioni, ma, prima di tutto, fece di loro degli
uomini. Insegnò loro che il calcio non è solo questione di tattica e allenamento, ma di coraggio, compattezza, dedizione. Senza clamori li portò ad un trionfo che forse non ha eguali nella storia dello sport. Le favole, però, non sempre hanno il lieto fine. O per lo meno non nel senso convenzionale. La storia che raccontiamo è un po’ il seguito del “miracolo Maestrelli”, non la cavalcata dell’incredibile scudetto del ’74, ma i risvolti e le implicazioni umane che ne seguirono. Maestrelli, ad un anno esatto dal trionfo, si ammalò di un male incurabile che lo costrinse a lasciare in balia degli eventi la squadra e i suoi “figli”. La compagine sembrò, senza guida, sfaldarsi, navigare allo sbando, priva del suo timoniere. Ed ecco che Maestrelli compì il suo secondo “miracolo”, ottenendo una deroga insperata dal male che lo attanagliava. Maestrelli si riprese, per il tempo necessario per salvare i suoi ragazzi dall’onta della serie B: assunse ancora una volta su di sé il ruolo e la responsabilità del padre evitando il “disastro”, tanto da dichiarare apertamente che per lui quella salvezza era certamente più importante dello scudetto. Per poi spegnersi serenamente, conscio del messaggio – più umano che sportivo – che, di nuovo, aveva inciso nella mente dei suoi giocatori. Lo spettacolo sarà in scena da questa sera al Teatro Parioli in Roma fino al 9 novembre. Gli spettacoli ci saranno dal martedì al sabato alle ore 21,00, la domenica ci sarà l pomeridiana alle ore 18,00. Giornata di riposo il lunedì. Qui sotto la locandina dello spettacolo: