ROMA - Dopo due settimane vissute fra un Lotito sulla luna e uno ospite di Barack Obama, in casa biancoceleste si torna finalmente a respirare Lazio. Quella vera, che fra poche ore assaggerà per la prima volta quest'anno il prato dell'Olimpico. E gli sguardi si divideranno equamente fra campo e…

ROMA - Dopo due settimane vissute fra un Lotito sulla luna e uno ospite di Barack Obama, in casa biancoceleste si torna finalmente a respirare Lazio. Quella vera, che fra poche ore assaggerà per la prima volta quest'anno il prato dell'Olimpico. E gli sguardi si divideranno equamente fra campo e spalti, dove - fra gli altri - avverrà il grande ritorno del settore più caldo della tifoseria. Rieccola, la Curva Nord. Sarà bella e arrabbiata come "esercito schierato", come ieri, come sempre. "Assenza, più acuta presenza", dice il detto: e in questo caso, il riscontro nella realtà è stato assoluto. Il boiocottaggio degli ultras biancocelesti rispetto alle partite della Lazio - checché ne dica Lotito - ha portato i suoi frutti, almeno (e non è poco) per quel che riguarda la sessione di mercato. I big sono rimasti - a dire il vero pure le riserve delle riserve - a qualche buon acquisto è stato portato a casa. "La decisione non è stata facile - hanno spiegato alcuni esponenti della Curva in settimana - anche perché non avevamo stabilito un termine. Il fatto è che non può esistere una Lazio senza tifoseria, ma questo non vuol dire che noi facciamo un passo indietro. Abbiamo ricevuto critiche quando abbiamo abbandonato lo stadio e le stiamo ricevendo anche adesso che abbiamo deciso di tornare. Faremo il biglietto volta per volta. Diamo fiducia ai ragazzi e al mister, perché vogliamo il bene della squadra. Colpire la società non vuol dire colpire la Lazio".

6f7652a25eab2ec75271763931666500.jpg

SI RIPARTE - Dunque, pur mantenendo la contestazione quantomai accesa, si tornerà a tifare Lazio dagli spalti, con la voce e qualche fumone. Anche perchè al momento - dopo Milano di arrosto se ne è visto davvero poco. SuperPippo - neoallenatore - l'ha incartata senza troppi patemi all'esperto Pioli e De Vrij, gridando un incompreso Olandese, sta ancora cercando la cresta del faraone che come una coltello nel burro, ha tagliato e trafitto la difesa laziale. Da sistemare c'era più di qualche cosa e le due settimane vissute nel bunker di Formello saranno sicuramente servite a fare il punto della situazione, con un occhio ad una VHS del Cesena e l'altro sulla lavagna tattica del nuovo staff tecnico. "I nostri tifosi stanno dimostrando grande passione ed entusiasmo - ha detto in settimana Pioli - ma ora spetta a noi ripagarli dimostrando di che pasta siamo fatti. Non siamo partiti come volevamo, perché gli episodi di Milano non ci hanno premiato, ma la squadra c’è". Quello che ci vuole, non serve Lotito a spiegarcelo, è una vittoria. Rotonda, convincente, entusiasmante. Il Cesena è la giusta preda da abbattere, prima che delle ansie sia preda tutto l'ambiente laziale, il quale - ovviamente - mal digerirebbe due risultativi negativi, o anche parzialmente tali, ad inizio stagione. Stagione, apparecchiata - fra le altre cose - da una valanga di comunicati firmati Claudio Lotito, che più di una volta ha richiamato l'alloro europeo come obiettivo e premio per la rosa faticosamente allestita. La Champions è un miraggio, l'Europa League sarebbe ordinaria amministrazione, per una squadra degna del nome Lazio. Non ci sarà purgatorio fra il paradiso e l'inferno laziale e allora, fra una speranza e un augurio, è bene che nel mezzo si piazzi un po' di sana realtà. Costruita con i fatti e non con le numerose e ripetitive parole distribuite come fossero un medicinale omeopatico di casa Lotito, a tutto il popolo Laziale, gran parte del quale, sulla luna, ce lo manderebbe davvero. Altro che photoshop.

Roberto Maccarone

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti