Città Celeste archivio2014 Troppi cartellini per la Lazio
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Troppi cartellini per la Lazio

redazionecittaceleste
Non sono cattivi, sono fallosi per necessità, perché il gioco chiesto da Pioli porta ad intervenire, è un invito preciso. Sia chiaro, il tecnico non chiede alla Lazio di far sentire i tacchetti agli avversari, chiede di recuperare palla il prima possibile, di interrompere la manovra del nemico, di non…

Non sono cattivi, sono fallosi per necessità, perché il gioco chiesto da Pioli porta ad intervenire, è un invito preciso. Sia chiaro, il tecnico non chiede alla Lazio di far sentire i tacchetti agli avversari, chiede di recuperare palla il prima possibile, di interrompere la manovra del nemico, di non perdere tempo, di aggredire in fase di non possesso palla. Sono fallosi, non è un’accusa, non è un’offesa. E’ un dato di fatto, è un dato statistico, è certificato dai numeri. I biancocelesti figurano al secondo posto nella classifica relativa ai falli commessi nelle prime sei giornate di campionato: sono stati 120. Solo alla Sampdoria del guerriero Mihajlovic sono stati fischiati più falli (126). Non è un caso, è bene specificarlo. Una Lazio così fallosa è generata dal calcio che pratica. Pioli è stato chiaro sin dal primo giorno e dopo la sconfitta di Milano chiarì il concetto evidenziando certi errori: «Dovevamo essere più aggressivi sulle seconde palle. L’azione del primo gol è un esempio, è nato da una rimessa laterale a nostro favore, dovevamo impedire la ripartenza, a volte si può fare anche fallo. L’errore principale è stato non impedire agli avversari di ripartire in velocità. Abbiamo preso i gol nei momenti topici della partita. Lo spirito e il gioco sono gli aspetti positivi». Pioli chiede aggressività, la pretende quando sono gli avversari in possesso del pallone o quando è la Lazio a perdere l’iniziativa. L’aggressività porta a commettere fallo, accade soprattutto quando i ritmi sono alti, quando c’è da rincorrere, quando la partita è bloccata, quando si spendono tante energie fisiche e mentali, quando si perde lucidità. E allora può capitare di arrivare in ritardo sul pallone, di arrivarci male, di franare addosso all’avversario o di doverlo fermare con le cattive più che con le buone. E’ successo nelle prime sei giornate di campionato, lo dicono le statistiche, non mentono mai. Una squadra fallosa è una squadra che gli arbitri non perdonano. C’è un’altra classifica da studiare, riguarda i cartellini gialli. Nella graduatoria delle formazioni più punite c’è sempre la Lazio al secondo posto, s’è già beccata 16 ammonizioni nel giro di 6 partite, sono troppe. Solo il Cesena è stato più cattivo, ha collezionato 17 gialli, uno in più rispetto ai biancocelesti. Le ammonizioni sono un rischio, possono diventare squalifiche in un amen e le assenze si sommano facilmente. A Firenze mancherà Cana, s’è beccato un doppio giallo contro il Sassuolo. L’emergenza centrali era stata accentuata dall’infortunio di Gentiletti e ci sono da considerare i problemi accusati da Novaretti al ginocchio destro (è a rischio operazione per una meniscopatia mediale). Gli ammoniti sono stati 16, finora nessuno è finito in diffida, c’è da fare attenzione. Il campionato è appena iniziato, incappare in squalifiche multiple è un danno.

La lista. Gli ammoniti eccoli, sono loro: Lulic (2 gialli), Parolo (2 gialli), Marchetti (2 gialli). E poi (a quota 1) risultano De Vrij (più un rosso per doppio giallo), Cana (più un rosso per doppio giallo), Ledesma, Novaretti, Onazi, Candreva, Mauri, Braafheid, Radu e Biglia. A rischio diffida ci sono Lulic e Parolo, ma facciano tutti più attenzione. Col permesso tattico di Pioli… (corrieredellosport)