Un nuovo centrale per la Lazio a Firenze
E’ un ritorno in campo e forse sarà un ritorno al passato, alle origini. Radu pronto per Firenze, la bella notizia è confermata. Radu pronto nel momento migliore perché c’è bisogno di lui. In che modo? Da centrale difensivo più che da terzino sinistro. E’ questa la necessità, è dettata dall’emergenza. Gentiletti è out sei mesi, Cana è squalificato (salterà Fiorentina-Lazio del 19 ottobre), Novaretti è alle prese con un problema ad un ginocchio. Nella lista dei centrali figurano De Vrij e Ciani, sono due, sono pochi. Il francese ha rilanciato la sua candidatura dopo un finale di mercato deludente. E’ la prima opzione, ma non è l’unica, il rientro di Radu offre un’alternativa valida. Il romeno è fermo da metà settembre, da quando riportò una lesione di primo grado al gemello esterno della gamba destra. Si trattò del polpaccio, si trattò di uno dei muscoli più delicati. Il bollettino medico diramato dalla Lazio parlò di uno stop di 15-20 giorni, siamo in linea con le previsioni. Radu ci sarà a Firenze, sfrutterà le settimane di pausa per acquisire una buona forma. E’ fermo da vario tempo, non avrà i 90 minuti nelle gambe, se giocherà si farà aiutare dall’esperienza, dalla grinta.
Il ricordo. Firenze simboleggia tanti ricordi, Firenze per lui fu l’inizio. Arrivò a fine febbraio (era il 2008), giocò dopo poche ore in Coppa Italia, contro i viola. Stefan Radu fu gettato nella mischia, si trovò di fronte Osvaldo e Vieri, poi Pazzini. Fece lui il gigante nel girotondo dei bomber viola, non ebbe paura di nessuno. «Promosso…», fu il giudizio di tutti. Radu superò la prova del fuoco, il suo esordio non avvenne nel campetto di periferia, davanti a gente qualunque. Si presentò in Italia a petto in fuori, mostrò fiuto, destrezza, carattere, maturità, fu determinato, fu sicuro. Aveva 21 anni, si prese la scena davanti al connazionale Mutu: «Radu, ti batto», aveva detto l’ex attaccante viola alla vigilia. Il duello saltò perché Mutu rimase in panchina, ma Radu gli rispose da lontano, dal campo. Nessuna soggezione, niente imbarazzo, firmò una prestazione perfetta. Forza, coraggio, tempismo, testa alta, passaggio
fino e tackle ruvido, colpo di testa, anticipo, costruzione, palleggio e possesso palla, concentrazione massima, zero sbavature, le giuste chiusure, gli interventi da veterano: si esibì così. Delio Rossi lo sganciò senza pensarci, senza dargli il tempo di ambientarsi perché il tempo non c’era a disposizione. Delio Rossi, un maestro di calcio, lo piazzò da centrale salvo poi spostarlo a sinistra per utilizzarlo da terzino. Radu è nato centrale, negli ultimi sei anni s’è esibito poco nel cuore della difesa, ma non ha dimenticato le origini. Pioli può contare su di lui, il romeno sarebbe perfetto per la difesa a tre, non è una soluzione da sottovalutare o da scartare a priori. Il tecnico deciderà in corso d’opera, valuterà lo stato fisico di Radu, peserà pro e contro relativamente al cambio di modulo (è però condizionato dal numero di centrali disponibili). Radu può giocare anche nella difesa a quattro, in questo caso verrebbe associato a De Vrij. Il jolly è a disposizione, bisogna solo decidere se utilizzarlo o meno. Braafheid a sinistra dà garanzie, Radu può rinascere nel vecchio ruolo. E’ una soluzione da tempo caldeggiata, forse è l’ora di sfruttarla. (Corriere dello Sport)
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