Promette bene la Lazio di Pioli, fa divertire. Ha spaventato il Milan e schiantato il Cesena. Deve tornare in Europa, l’obiettivo fissato all’inizio dell’estate. E viaggerà con una spinta in più, come ha scoperto riaffacciandosi domenica pomeriggio allo stadio Olimpico, riempito da 31 mila spettatori. Non era pieno, ma vibrava…

Promette bene la Lazio di Pioli, fa divertire. Ha spaventato il Milan e schiantato il Cesena. Deve tornare in Europa, l’obiettivo fissato all’inizio dell’estate. E viaggerà con una spinta in più, come ha scoperto riaffacciandosi domenica pomeriggio allo stadio Olimpico, riempito da 31 mila spettatori. Non era pieno, ma vibrava di passione e di entusiasmo, colorato di celeste, scaldato dai tifosi. «Presenti solo per nome, simbolo e colori» lo striscione sventolato dai ragazzi della Curva Nord, tornati all’Olimpico dopo sei mesi di sciopero, ma sarebbe più preciso parlare degli ultimi tre del campionato scorso, quando regnava il deserto. Il 23 febbraio, in occasione della partita interna con il Sassuolo, si scatenò la contestazione di tutto lo stadio, non solo la curva, nei confronti di Lotito, invitato ad andarsene. «Libera la Lazio» era lo slogan, mai passato di moda. Resiste, ma viene dopo l’affetto e il sostegno per la squadra, non prima, come era successo in primavera e all’inizio dell’estate, quando Reja e Bollini si giocarono (e mancarono) l’ingresso in Europa League nel deserto.

a3f83535bb76b65fd5abd4159b593ca2.jpg

Appoggio. I tifosi sono tornati, perché sarebbe stato impossibile restare fuori, perché c’è una città da riprendersi e una bandiera da sostenere. «Bentornati» l’accoglienza veicolata attraverso il maxischermo dell’Olimpico e l’immagine dell’aquila Olympia. E’ stata una domenica di abbracci e di sorrisi, contavano il campo e la partita, i tifosi hanno sostenuto la squadra per novanta minuti proprio come avevano chiesto in Curva Nord, abolendo anche i fischi ai giocatori meno apprezzati, come era accaduto spesso in tempi recenti. Tutti indossano la maglia della Lazio e tutti hanno bisogno di sostegno per rendere al massimo. Brividi all’Olimpico quando la signora Velia, moglie dell’indimenticato Aldo Donati, ha intonato l’inno “So’ già du ore”. E poi ecco i tre gol di Candreva, Parolo e Mauri. Applausi a Braafheid, un’ovazione per l’intervento di Gentiletti in mezza rovesciata. Tanto affetto per l’argentino alla prima uscita. Si caricano e si aiutano così i giocatori. Coccolato Felipe Anderson, un altro che ha bisogno di affetto e di fiducia per esplodere e dimostrare quel talento quasi mai apparso nella passata stagione. La Curva ha intonato alcuni cori ostili per Lotito, perché non cambierà idea e il rapporto con il presidente mai si ricucirà. Ma l’atmosfera complessiva dello stadio era cambiata, totalmente diversa. Acquisteranno i biglietti, non gli abbonamenti, saliti quasi a quota 15 mila. Venerdì si chiuderà il periodo di proroga per sottoscrivere la tessera.

Fattore campo. La Lazio è tornata a giocare in casa. L’anno scorso giocava fuori all’Olimpico. Gli abbonati non venivano più, i paganti erano diminuiti. In quarantamila per contestare Lotito nella partita con il Sassuolo. Appena 2200 paganti il 9 marzo per l’Atalanta (0-1 sconfitta pesantissima), 3265 per il Parma il 30 marzo, 5867 per il confronto diretto con il Torino e 4649 per lo spareggio con il Verona. I numeri testimoniano la desolazione assoluta in cui si erano ritrovati a giocare i biancocelesti. Un motivo in più, per Pioli e la squadra, per continuare a vincere, entusiasmando e scaldando la classifica. I risultati sono il modo migliore per riempire lo stadio. I tifosi hanno promesso sostegno. «E’ tornato il dodicesimo» ha osservato il capitano Mauri, sottolineando come siano sempre stati il miglior alleato per imporsi sul campo. Il campionato quest’anno sarà più lungo, perché terminerà il 31 maggio, e la Lazio spera di trasformarlo in una splendida cavalcata. Pioli, senza gli impegni dell’Europa League, avrà intere settimane per rodare la squadra e preparare una partita alla volta. Come ha spiegato Klose, allenandosi bene si può anche vincere nell’ultima mezz’ora… (Corriere dello Sport)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti