ROMA - Bel gioco o non, i numeri “freddi” sono davvero preoccupanti: 4 partite, 3 punti, 5 gol fatti, 5 subiti, 3 sconfitte, 1 vittoria, media di 0.75 a partita. Una partenza così lenta, la Lazio l'ha avuta solo nella pessima annata 2007/2008. Mai 3 sconfitte su 4 partite, neanche…
ROMA - Bel gioco o non, i numeri “freddi” sono davvero preoccupanti: 4 partite, 3 punti, 5 gol fatti, 5 subiti, 3 sconfitte, 1 vittoria, media di 0.75 a partita. Una partenza così lenta, la Lazio l'ha avuta solo nella pessima annata 2007/2008. Mai 3 sconfitte su 4 partite, neanche nelle gestione oscena di Ballardini, neanche nella Lazio di Caso, nemmeno in quella di Zoff/Zaccheroni. Per risalire a un avvio così bisogna tornare al 60/61', infausta annata della prima retrocessione (la terza sconfitta fu anche allora con l’Udinese, 0-2 fuori casa). Ma si può fare peggio di 54 anni fa. Perché andando lunedì a Palermo con questo spirito imbelle, non si sa come possa finire. E' stato chiesto a Pioli in conferenza stampa: in queste 4 partite sono stati guadagnati 45 calci d'angolo, non producendo nulla. Qual è il problema? Manca la mira, la cattiveria, mancano schemi? Sicuramente manca il gol.
KLOSE E DJORDJEVIC - Il dato più allarmante riguarda infatti l'attacco. Esaurita la quarta giornata, tutte le squadre della Serie A hanno visto segnare le proprie punte: tanto le prime scelte, quanto addirittura le seconde linee o le ‘alternative di lusso’. Sul tabellino marcatori, all’appello mancano solo la Fiorentina (peggior attacco del campionato) e la Lazio, che non hanno mai visto segnare le rispettive punte. In particolare, a Formello il peso del tridente continua a essere sorretto dallo striminzito gol di Candreva, un centrocampista avanzato. Ancora a secco Djordjevic e Klose: sfortunato - quanto impreciso - il primo, evidentemente fuori condizione (nonché anagraficamente logoro) il secondo. Klose è salito sul tetto del mondo, non riesce più a scendere nella Lazio.
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