ROMA - Una difesa di ferro, è questo l’obiettivo. Una difesa di ferro, così la vuole Pioli. Ci sono alcuni numeri che certificano il lavoro del tecnico: nei primi due turni di campionato la Lazio ha concesso quattordici tiri agli avversari: meno di tutti. E’ un rimpianto considerando la sconfitta…
ROMA - Una difesa di ferro, è questo l’obiettivo. Una difesa di ferro, così la vuole Pioli. Ci sono alcuni numeri che certificano il lavoro del tecnico: nei primi due turni di campionato la Lazio ha concesso quattordici tiri agli avversari: meno di tutti. E’ un rimpianto considerando la sconfitta di Milano (3-1). I biancocelesti tornarono a casa con tre reti sul gruppone (una su rigore) eppure il Milan non scagliò tante freccette verso Berisha. Il futuro. Pioli lavora molto sulla fase difensiva, chiede ai suoi uomini massima partecipazione, è una regola che vale per tutti. Attaccanti e centrocampisti, mezzali o registi che siano, devono aiutare i difensori pressando, cercando di recuperare il pallone, mettendo fretta agli avversari. La Lazio, sino ad oggi, s’è distinta come squadra granitica, il prossimo passo deve portarla ad essere più incisiva, più precisa e pungente sotto porta. L’anno scorso, con Petkovic, la difesa fu disastrosa. E Reja, un maestro del genere, non riuscì a fare miracoli. Il reparto chiuse il campionato facendo registrare un passivo di 54 reti. La società e Pioli l’hanno rivoluzionato, ma non era l’unica soluzione da adottare. S’è lavorato sul mercato, s’è lavorato in campo, era necessario farlo. I primi risvolti positivi sono stati colti, non bisogna mollare, bisogna insistere. La trasferta di Genova sarà probante, metterà alla prova tutto e tutti: l’impianto tattico, la mentalità, i singoli.
La coppia. Pioli è partito svantaggiato, non ha potuto contare su De Vrij e Gentiletti sin dall’inizio. Li ha sganciati contro il Cesena, a Milano aveva puntato su De Vrij e Cana. L’olandese e l’argentino lavorano per integrarsi e completarsi, si ritroveranno in campo insieme domani pomeriggio (sarà la prima volta in trasferta). Quattordici tiri concessi agli avversari, tre gol subiti (uno su rigore, va sempre ricordato). L’inizio è stato promettente. Il Genoa in casa è abituato ad attaccare, la fase difensiva dovrà essere interpretata alla perfezione. Concedere poco è un lusso, nel contempo non bisogna incassare. Pioli ha chiesto alla Lazio di accelerare per decollare, ha chiesto continuità di rendimento, di prestazioni, di punti: «Se vogliamo crescere dobbiamo avere continuità di risultati. Dobbiamo spingere sull’acceleratore e pensare già alla prossima partita con il Genoa. Non dobbiamo esaltarci, c’è ancora da lavorare. Abbiamo sistemato alcune cose, la partita di Genova sarà un test difficile e importante per il nostro cammino, abbiamo le capacità per farci trovare pronti. Dovremo prepararci molto bene», è stato l’avvertimento del tecnico, l’ha lanciato ad inizio settimana. Pioli, da ex difensore, ha messo subito mano alla difesa, andava rivoluzionata. In serie A ha vita più facile chi può vantare un reparto organizzato, impermeabile. Pioli vuole far leva sui progressi notati domenica: «Si sono visti molti aspetti confortanti. Era importante fare la partita, mantenere la gestione della palla ed essere pericolosi. Tuttavia ci sono state delle situazioni che possono e devono essere gestite meglio. Per crescere e diventare la squadra che vogliamo diventare dobbiamo ancora migliorare e dare continuità alla prestazione». Genova, di recente, s’è rivelata una città-trappola. La storia può cambiare. (Corriere dello Sport)
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