Città Celeste archivio2014 ZOOM - Klose e Toni quanti ricordi
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ZOOM - Klose e Toni quanti ricordi

redazionecittaceleste
ROMA - La storia non cambia ed è bello rileggerla. Sono amici, sono sfidanti. La storia è sempre attuale e il duello potrebbe riproporsi stasera a Verona: dall’inizio o in corsa, poco importa. “Kloni”, li battezzarono così. Fu il nome scelto per il bomber a “due teste”. Una testa era…

ROMA - La storia non cambia ed è bello rileggerla. Sono amici, sono sfidanti. La storia è sempre attuale e il duello potrebbe riproporsi stasera a Verona: dall’inizio o in corsa, poco importa. “Kloni”, li battezzarono così. Fu il nome scelto per il bomber a “due teste”. Una testa era di Miro Klose (classe 1978), una testa era di Luca Toni (classe 1977). Hanno una storia in comune, risale ai tempi del Bayern Monaco. Nelle foto d’epoca brindavano all’Oktoberfest insieme a Ribery, trionfavano in campo, segnavano a raffica, rilanciarono il club tedesco. Klose e Toni non sono andati in pensione, sono sempre lì, pronti a colpire. Insieme regalarono ai bavaresi la Bundesliga e la Coppa di Germania, vinsero al primo colpo, appena li associarono in attacco, appena li presentarono. Piacere, Miro. Piacere, Luca. Non chiamateli vecchietti, fanno invidia ai più giovani. Non smettono di segnare, si rilanciano ogni anno, trovano nuove motivazioni, non hanno intenzione di ritirarsi.

I fatti. Klose è in ballottaggio con Djordjevic, si è sbloccato contro il Toro, è stato decisivo. Aspetta una chance, potrebbe averla stasera o lunedì contro il Cagliari. Klose è un’aquila vera: «Sento mia questa squadra, non mi muoverò da qui», ha detto domenica sera. E’ un’aquila perché s’avventa sui palloni, per lui sono prede. E’ successo contro i granata, s’è fatto trovare prontissimo. Succederà ancora perché il vizietto non lo perde, è nato per bucare le reti. Klose e Toni si rivedono sempre con piacere, la sfida è stata presentata più volte negli ultimi anni, ma spesso è saltata. L’anno scorso no, è stata vissuta. Klose e Toni partirono dal primo minuto in Verona-Lazio, giocarono tutta la partita, andò male per il Kaiser. Toni segnò due reti, Klose rimase a secco.

Quel colloquio. L’amicizia è a prova di vittorie, pareggi e sconfitte. Sono legati da un rapporto sincero, da stima reciproca. Miro chiamò Luca prima di firmare per la Lazio, lo voleva anche il Milan: «Tu cosa mi consigli?», disse il tedesco. «Vai alla Lazio», rispose Toni. L’attaccante del Verona ha sempre speso parole dolci per l’ex compagno:«Miro è un vero campione, ogni tanto lo sento ed è molto contento di stare alla Lazio. E’ una persona eccezionale». Klose e Toni, due bomber veri, due cannonieri purosangue. Occhio al gialloblù, quando vede biancoceleste si scatena: in carriera ha segnato 8 volte alla Lazio e la doppietta dell’anno scorso è una ferita fresca. Miro lo conosce benissimo, ha sempre ricambiato i complimenti. Una volta, raccontandosi in Germania, disse: «Quando giocavo con il Werder Brema qualcuno mi diede un dvd contenente i gol più belli di Gerd Müller. Osservando la clip ho avuto modo di notare le differenze tra i nostri modi di giocare: più vivace lui, più carro armato io, come si è visto in Italia. Era sempre alla ricerca della rete, un atteggiamento che ho ritrovato solo in Luca Toni. Se si trovava in area di rigore, su tre occasioni che gli capitavano, due le trasformava in gol. Una media spaventosa». Klose e Toni, amici sempre. A parte oggi… (Corriere dello Sport)

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