ROMA - Serata da dimentica, ma non completamente con la Juve. Perché c'è una conferma: la vera nota positiva è un 21 biancoceleste. E certe pennellate fanno pensare allo Zidane bianconero: il colpo di tacco è un colpo di pura libidine. A Firenze aveva mandato una cartolina dagli Uffizi, in Coppa Italia Sergej d’oro. Un materiale prezioso per il futuro e non solo. Maratoneta di felicità, il battito dei suoi piedoni crea gioia e pure scompiglio. In corsa fa esplodere muscoli e giocate. In cielo, vince ogni duello, Milinkovic: 192 centimetri irraggiungibili persino da Pogba, che lo guarda dal basso e se lo ritrova ovunque alle calcagna. Mastino e gatto, con la coda dell’occhio smista palloni e lancia i compagni con graffi d’autore. Con la Juve Biglia si riposa, fa tutto Milinkovic. Ma è un genio serbo incompreso. Al 13’ un pimpante Keita si divora un gol impressionante, sull’assist di Sergej. Al 28’ Klose, sempre fuori dal gioco, nemmeno raggiunge una sua palla millimetrica. Mancano velocità e ampiezza nel secondo tempo.
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LA CONFERMA - Milinkovic corsa, tacchi e lanci millimetrici
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