Appena tornato dalla squalifica, in Europa, ci mette tutto il fisico e la sua altezza col Galatasaray. Una mossa decisiva, alla faccia di chi ancora non gli trova un ruolo e lo considera un equivoco tattico
ROMA - Un’altra capocciata spinge la Lazio in Europa. Che testa d’acciaio, Sergej è di ferro. Proprio lui che aveva inaugurato le danze alla prima uscita a Dnipro, firma in torsione un altro 1-1 all’andata dei sedicesimi a Istanbul. Nettamente migliore in campo, Milinkovic, non solo per la rete, la terza stagionale. Lotta, sgomita, s’inserisce persino contro gli ordini di Pioli e per poco non agguanta - ancora in tuffo - la vittoria. Appena tornato dalla squalifica, in Europa, ci mette tutto il fisico e la sua altezza col Galatasaray. Una mossa decisiva, alla faccia di chi ancora non gli trova un ruolo - scrive IlMessaggero - e lo considera un equivoco tattico. Sarà il fuoco dei balcani, ma Sergej nell’inferno risorge. A San Siro, fra i fischi del Franchi e ieri nella bolgia della Turk Telecom Arena, Milinkovic ruggisce e zittisce li turchi. Mamma che serbo, fa sentire tutta la Lazio invincibile.
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