Lulic fa impazzire i tifosi: "Il giorno più bello? Il gol del 26 maggio! Amo la Lazio, non potevo vedermi con nessun'altra maglia
28 gennaio 2016
ROMA - Epopea di un trionfo eterno. I bambini ce l’hanno ancora negli occhi, saranno loro i menestrelli della lazialità, quando non ci sarà più Lulic: «Più il tempo passa e più mi rendo conto di cosa abbia significato quel 26 maggio e di quanto sia stato importante il mio gol. Per me e per tutta la squadra è stata un’emozione incredibile, un derby come quello non si vince ogni anno: rimane per sempre», giura Senad ai piccoli alunni dell’Istituto San Giuseppe al Trionfale. Fresco di rinnovo, il bosniaco. Sembrava a un passo dall’addio nell’ultimo anno, non se l’è sentita di strapparsi il cuore così. Guarita la mano, ecco la firma con la Lazio a vita. Incollata la maglia numero 19 a quel battito d’un settantuno infinito. Non poteva che proseguire così la sua Odissea biancoceleste, una storia d’amore e venerazione nei secoli dei secoli: «Sono davvero contento – giura davanti agli sguardi luccicanti degli scriccioli – perché non mi sarei potuto vedere con nessun’altra casacca». Nemmeno con quella scudettata bianconera, risponde a una domanda sul corteggiamento della Juve, la scorsa settimana (e ieri sera) vincitrice con la Lazio in Coppa Italia: «Ma noi scendiamo in campo per vincere. Se ho mai vinto uno Scudetto? No, speriamo un giorno di riuscirci. Stiamo lavorando per questo. Continuiamo a non aver paura di nessuno, solo rispetto di tutti»
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