1 vs 1 - Murgia e Cataldi: italiani, laziali e vogliosi di riscatto
ROMA - Una partita di calcio è una storia. Un racconto costituito da colpi di scena, epiloghi a volte inspiegabili e situazioni complesse, analizzabili da vari punti di vista che spesso non mettono d’accordo tutti. Ma soprattutto, è composta da personaggi: i protagonisti che attraverso le loro azioni – positive o negative che siano – danno forma alla storia, la rendono interessante e a volte addirittura epica. Si prospetta un miss match in favore della Lazio nella prossima sfida di campionato, quando i capitolini affronteranno in casa il Benevento di De Zerbi. 44 lunghezze separano in classifica i biancocelesti e i giallorossi, ma i tre punti messi in palio quest'oggi alle 15 saranno fondamentali per i traguardi di entrambe le squadre: la Champions League per la Lazio, la salvezza (per quanto complicata) per il Benevento. Gli stessi obiettivi accomunano anche due giovani centrocampisti in forza alle due compagini: Alessandro Murgia e Danilo Cataldi, laziali dalla nascita a caccia di riscatto.
"GOL IN SUPERCOPPA? UN PUNTO DI PARTENZA"
murgia-lazio
"Non è facile perché il livello della squadra è molto alto e più passa il tempo e più l’asticella si alza. Per noi giovani non è semplice, si deve cercare di migliorare sempre. Il gol del 3-2 contro la Juventus in Supercoppa? Ricordi bellissimi, ma per me quello deve essere un punto di partenza". Parole, quelle di Alessandro Murgia, che sanno di voglia d'emergere. Il centrocampista ex-Primavera si sta ritagliando il suo ruolo in prima squadra, ma è ancora lontano dall'essere pienamente soddisfatto, come sottolinea quasi in ogni sua dichiarazione. Titolare in diverse sfide di Europa League quest'anno, il classe '96 spera in una chance nelle prossime gare, magari proprio contro il Benevento dell'amico Cataldi, l'ex biancoceleste mandato in esilio in Campania per ritrovare la strada maestra.
FIGLIOL PRODIGO?
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Dalla promessa Murgia all'ex promessa Cataldi. Nella prima Lazio di Pioli il centrocampista di Roma si presentava come uno dei calciatori italiani più promettenti del campionato, ma poi la sua crescita è entrata in una fase di stallo. Equivoci tattici e una personalità ancora da formare lo hanno rallentato, non permettendogli di fare quel salto di qualità che ci si aspettava da lui. In stagione ha comunque collezionato 22 presenze e 3 assist, seppur in una squadra con un piede in Serie B. Che questo finale di stagione possa permettere al classe '94 di essere riaccolto alla corte di Inzaghi?
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