Lazio, D'Amico: "Tra l'82 e l'84 mi decurtai lo stipendio senza problemi"
ROMA - Ancora una volta l'ex centrocampista offensivo e bandiera della Lazio, Vincenzo D'Amico è tornato sulla questione stipendi. Ecco un esempio fatto da lui stesso dei tempi in biancoceleste quando si decurtò il proprio stipendio su richiesta di Chinaglia e Pulici. Queste le sue dichiarazioni a Tmw Radio: "Quanta confusione, quante se ne dicono. Come ha detto Gravina, il campionato deve finire, scudetto che deve essere assegnato, no a playoff. Non vedo il grave problema di arrivare all'estate. Lo Scudetto deve essere assegnato, anche a luglio. Un pensiero poi va a tutte le squadre che falliranno per problemi economici, che già ci sono nelle serie minori, e a quanti giocatori rimarranno a spasso. Questo mi dà grande dolore".
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E come si fa con i contratti che scadono il 30 giugno?"Basta anche una stretta di mano, deve essere automatico. E' una situazione straordinaria, neanche se ne deve parlare. Si prolunghino in automatico i contratti. Trovi una soluzione anche l'Aic".
Puoi raccontarci anche un aneddoto in merito:"Nelle stagioni 82-84, quando c'era presidente Chinaglia, avevo un contratto biennale. Poi sono venuto a sapere che i nuovi arrivati prendevano più di me. Mi chiamarono Chinaglia e Pulici poi per togliermi qualcosa dall'ingaggio, 20 milioni, e io dissi ok. Senza nessuna tragedia in corso come ora".
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