"Per com’è la situazione io da questa città me ne dovrei andare"
ME NE DOVREI ANDARE
Oggi il patron biancoceleste cerca di tenersi a debita distanza dagli spifferi che vanno e vengono da Montecitorio a Palazzo Madama. Quando Lotito entra alla buvette del Senato viene subito circondato da cronisti e parlamentari. Limprenditore sorride, dispensa saluti, fa cose e vede gente. La senatrice Paola Pelino, imprenditrice di Sulmona e titolare dell’omonima fabbrica di confetti, gliene dona un pacco che Lotito riceve volentieri prima di intrattenersi con il senatore centrista Nico D’Ascola.
Il presidente della Lazio spiega però di guardare Palazzo Madama «da turista», al massimo passa in Senato «per un aperitivo». Niente politica per carità - specifica - specie con i giornalisti «dalla penna avvelenata» che lo assaltano. «È un anno che non parlo e sto bene infatti...», scherza il presidente della Lazio, che non vuol parlare nemmeno delle prossime elezioni amministrative a Roma e della campagna elettorale per il Campidoglio. Per dribblare la domanda si nasconde dietro la frutta e, con non curanza, dice distratto: «È matura ’sta banana». È a quel punto che arriva Augusto Minzolini, cronista parlamentare di razza, ex direttore del Tg1 , prestato al ruolo di senatore. La pressione delle domande aumenta e Lotito si sbottona, pur senza dare indicazioni di voto. «Per com’è la situazione io da questa città me ne dovrei andare. Non penso che questa città abbia la capacità di proiettarsi nel futuro. Niente politica, eh... Le scelte le fanno i parlamentari che stanno qui dentro», spiega.
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Una dichiarazione che è già un titolo, anche perché Claudio Lotito, a metà ottobre dello scorso anno - quand’era ormai chiaro che Ignazio Marino aveva i giorni contati in Campidoglio - entrò nella rosa dei nomi che il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi stava sondando per la candidatura a sindaco di Roma. Il Cav ne parlò con i suoi più stretti collaboratori, mettendo il presidente della Lazio in ballottaggio con l’ex ministro Franco Frattini. Alla fine non se ne fece nulla.
Lotito, comunque, ha sempre manifestato una certa propensione per l’impegno politico. Un anno prima che uscisse fuori la sua possibile candidatura a primo cittadino, ebbe a dire: «La politica? Me lo chiedono in tanti, sono pronto a indossare il saio e a scendere in politica. C’è bisogno di me». Il patron del resto ha doti naturali: «Sono un leader, è un dono naturale. C’è bisogno di uno come me per svegliare il sistema». Frasi dette a giugno e a ottobre 2014. Sembra passata una vita, ora Lotito pensa alle banane. (iltempo.it)
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