Anche il mister della Lazio va verso il rinnovo in biancoceleste
Lazio, Inzaghi gongola: "Vittoria storica" - VIDEO
ROMA - Diventa veramente lunga la fila per i rinnovi in casa Lazio. Ormai la strategia è chiara: blindare tutti quelli considerati dei gioielli, e tra questi non poteva mancare Simone Inzaghi. Dal 2016 il tecnico piacentino non ha solo regalato 3 trofei al club capitolino, ma gli ha dato una chiara e inconfondibile identità che oggi permette alla Lazio di affrontare a viso aperto ogni avversario dettando lei stessa i tempi. Chi non ci crede desse un'occhiata alla classifica. Secondo posto a un punto dalla corazzata Juventus dopo 26 giornate, prima miglior difesa del campionato (23 gol subiti) e secondo miglior attacco (60 gol fatti).
INZAGHI FINO AL 2025 - Se la Lazio è arrivata dov'è ora lo deve in gran parte al proprio allenatore. Simone Inzaghi oltre ad essere un tifoso della squadra che allena, oltre a metterci l'anima in ogni gara tanto da effettuare le sue celebri interviste afone, riesce ad estrapolare il massimo dai calciatori che ha a disposizione. Chiedere conferma a Luiz Felipe, Cataldi, Patric, Luis Alberto, Milinkovic, e la lista potrebbe continuare all'infinito. Insomma, un autentico top player degli allenatori, che nonostante ciò ha visto traballare la sua panchina lo scorso ottobre. Se i biancocelesti non avessero recuperato tre gol all'indemoniata Atalanta il 19 ottobre chissà se Inzaghi sarebbe ancora sulla panchina della Lazio.
Invece il tecnico piacentino da quella gara ha vissuto la svolta della stagione. 21 risultati utili consecutivi (striscia iniziata col Genoa in casa il 29 settembre scorso), mai successo nella storia del club. La Supercoppa vinta il 22 dicembre contro la Juventus a Ryiad (bianconeri battuti anche due settimane prima in campionato). Inzaghi e la sua Lazio sperano nella ripartenza della stagione per non vanificare quello che stava diventando un sogno forse realizzabile, ovvero lo scudetto. Nel frattempo però Lotito ha già in mente il premio per Simone: prolungamento del contratto non al 2022, bensì fino al 2025 come riportato da La Repubblica, con conseguente adeguamento dello stupendio ora di 2 milioni l'anno. Un avvertimento per Barcellona e Psg e all'estero e Napoli e Juventus in Italia.
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