I club di Serie A cominciano a trovare delle linee guida comuni

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ROMA - Sono molte le conference call che stanno effettuando le istituzioni calcistiche e i rappresentanti dei club di Serie A per trovare delle soluzioni all'emergenza coronavirus. Pian piano le società stanno sfrornando idee da poter girare alla Lega, alla Figc e al Governo. La principale tematica della quale i club vogliono discutere con i due enti calcistici sono gli stipendi dei calciatori.

pallone Serie A

IL PIANO STIPENDI - Per quanto Tommasi, presidente Aic (Associazione Italiana Calcatori), faccia melina a centrocampo sulla questione, i presidenti ormai hanno le idee chiare: non vogliono pagare l'intero ingaggio ai giocatori. Poiché non solo non giocano gare ufficiali, ma neanche si allenano nei rispettivi centri sportivi, le società hanno in mente due vie: una sarebbe il congelamento degli stipendi fin quando non si riparte; l'altra la decurtazione dello stipendio fino ad arrivare al 30% per chi percepisce di più.

QUESTIONE SCOMMESSE - L'idea principale da proporre al Governo è invece un'altra. Si tratta della revisione del Decreto Dignità, ovvero il decreto che vieta la pubblicità di scommesse sportive. I club a causa di questa legge perdono svariati milioni visto il business che gira attorno al gioco d'azzardo. A tal proposito poi c'è in ballo un'altra prospettiva, ovvero l'istituzione di un nuovo tipo di schedina il quale, vista la crisi dettata al coronavirus, destinerà gli introiti solamente alle società, e non allo stato come avviene tutt'oggi. I soldi derivanti da ciò a loro volta le società potrebbero reinvestirli ad esempio nella costruzione di nuovi impianti sportivi. Anche per gli stadi infatti i club stanno chiedendo maggiore clemenza e meno pressione da parte della burocrazia italiana.

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