Il punto sulla Serie A, positivi al Coronavirus, e tamponi

Gravina

Gravina: con sala Var arbitri spiegheranno episodi - VIDEO

Di Giovanni Manco

ROMA - Le squadre di Serie A hanno riaperto i cancelli del propri centri sportivi, si sono rimesse in moto ed hanno ricominciato gli allenamenti, rigorosamente atletici - quindi senza pallone - ed individuali. Un inizio, un primo passo verso una ripresa del campionato che continua ad essere soggetta ad un rigido e ferreo braccio di ferro. In ballo tra questioni scientifiche e politiche.

Gabriele Gravina

SOLUZIONE TAMPONI - Nella giornata di ieri si è tenuto un confronto lungo, durato circa 90 minuti, tra la Figc ed il CTS (comitato tecnico scientifico) per la messa a punto del protocollo che dovrebbe autorizzare la ripresa del campionato. Inutile dire che lo scoglio era e rimane sempre lo stesso: quello dei tamponi. Andare a procurarsene un numero sufficientemente elevato rischia di toglierne una parte alla popolazione totale del Paese. L'altro dubbio gira intorno al cosa dover fare in caso di giocatore positivo: costui potrà essere messo da parte e considerato giocatore infortunato, oppure i calciatori tutti dovranno sottoporsi all'isolamento?

NEL FRATTEMPO - Il numero dei positivi torna a crescere. Uno in casa Torino, sei in casa Fiorentina (tra calciatori e staff medico) ed altri quattro in casa Sampdoria.

SOLUZIONE A TUTTI I COSTI - La cosa certa è che si farà di tutto, e lo si farà davvero, per non compromettere la stagione calcistica. Gli interessi economici in ballo sono davvero tanti e non si limitano al calcio stesso: questo sport, infatti, contribuisce in maniera importante al PIL totale della Nazione. La risposta verrà data a breve. Gravina attende fiducioso, e con lui la Serie A tutta.

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