ESCLUSIVA Lazio, il Siviglia vuole riprendersi con 30 milioni Luis Alberto
Intanto non era mai successo, da quando è alla Lazio, che Luis Alberto non finisse sul tabellino con almeno un assist decisivo. Perfino al suo primo anno, la stagione 2016-17, quello dell’ambientamento, il più brutto di tutti con sole nove partite giocate, appena quattro da titolare, alla fine Luis ha terminato con due assist. In questa stagione ancora niente. Un evento e un fatto clamoroso, per uno dei centrocampisti che l’anno scorso è stato uno dei più bravi d’Europa per gli assist realizzati, anche perché il passaggio decisivo è la sua specialità, considerato che negli anni precedenti, tolto il primo, è sempre riuscito ad andare in doppia cifra. Lui, il Mago (che venerdì mattina è rientrato da Siviglia dove ha passato cinque giorni con la famiglia), dice di non badarci tanto, se non altro perché compensa con i gol, fino ad ora otto (dopo Immobile c’è lui) ma la verità è che si sta soffrendo da matti. Per come si muove, come ragiona in campo e come giocatore, il “tocco” o il guizzo finale per far segnare il compagno è quasi più importante della rete. “Segnare è bello, ma devo ammettere che spesso mi esalto più per un passaggio che per un gol”, il leitmotiv di Luis Alberto.
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