ESCLUSIVA - Lazio, Mancini (Dazn): "La permanenza di Sarri non dipenderà dai risultati"
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Di Lorenzo Bozzetti
Se nel precedente turno di campionato la Lazio ha offerto una prestazione opaca e deludente contro il Torino, lo stesso non si può dire nella semifinale d’andata di Coppa Italia contro l’Atalanta. Una gara, quella contro i bergamaschi, nella quale i biancocelesti si sono resi protagonisti di una prova combattiva e grintosa. Prova offerta, però, all’interno di uno Stadio Olimpico che nel corso di questi ultimi mesi in casa Lazio sta assumendo le sembianze di un vero e proprio deserto, vista la protesta attualmente in atto da parte dei sostenitori biancocelesti contro la società. Da questo punto di vista Riccardo Mancini, giornalista e telecronista di DAZN, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Cittaceleste.it proprio per analizzare il periodo che sta vivendo la Lazio, comprese le gare viste contro Torino e Atalanta, ed esprimere il proprio pensiero riguardo alla protesta della tifoseria biancoceleste contro la società e al futuro di Maurizio Sarri. Queste le sue dichiarazioni.
Secondo Lei, qual è il momento dei biancocelesti?
"E’ un momento duro, senza dubbio, uno dei più difficili degli ultimi 20 anni. Più che altro perchè si fa fatica a guardare oltre questa stagione. E di solito quando si arriva a marzo, qualche somma si comincia a tirare. Oggi non si può parlare di bilancio positivo perchè la Lazio è a metà classifica e non entrare in Europa significherebbe perdere la possibilità di avere introiti che potrebbero garantire ambizione. Servirebbe che tutte le componenti remino dalla stessa parte ma questo non sta avvenendo e la prima a pagare è la squadra in campo".
Che Lazio ha visto a Torino? Si è dato una spiegazione di fronte a una prestazione deludente come quella offerta dai biancocelesti contro i granata?
"A Torino ho visto una Lazio che spesso si è vista in questa stagione. Opaca, senza idee, spenta. La spiegazione arriva dal fatto che evidentemente a gennaio non si è rinforzata ma ha scelto di fare delle scommesse che, in un contesto di questo tipo, non è detto riescano a funzionare. Non le fa sicuramente bene il clima di scontro che si è creato tra la presidenza e l’allenatore. Sarri è stato bravo a isolare la squadra in molte circostanze ma anche lui non può fare miracoli. Ad oggi credo sia utopistico cercare un’unità in un ambiente in cui tante cose non vanno nella direzione giusta".
Quali sensazioni le ha trasmesso invece la semifinale d'andata di Coppa Italia contro l'Atalanta?
"Contro l’Atalanta le sensazioni sono state positive. Di una squadra che, nonostante le difficoltà, ha voglia di lottare e di andarsi a prendere il salvagente di una stagione intera. Ovviamente quando la qualità è più alta (vedi l’Atalanta) è anche complicato pensare che possano bastare l’atteggiamento e la fame. Che sono fattori indispensabili nel calcio di oggi, certo, ma serve molto altro. La certezza è che si è comunque garantita una partita di ritorno ancora aperta, ma servirà la migliore prestazione dell’anno per andare in finale".
Nella semifinale di ritorno che si svolgerà a Bergamo la Lazio si giocherà gran parte della propria stagione: l'eventuale qualificazione dei biancocelesti in finale passerà dalla forza del gruppo, oppure saranno fondamentali le qualità individuali dei singoli?
"In questo momento alla Lazio serve tutto. La forza del gruppo che Sarri ha tenuto in piedi e le qualità dei singoli che dovrebbero provare a emergere. E poi l’atteggiamento, che ogni tanto è venuto meno per una serie di circostanze".
Capitolo attaccante: secondo Lei, su chi tra Maldini, Dia (che contro i bergamaschi è tornato al gol) e Noslin deve puntare mister Sarri per il finale di stagione?
"Maldini è il prescelto e mi sembra chiaro dall’orientamento di Sarri. Corretto dar fiducia a un allenatore che ha mostrato in tutti questi anni di carriera di saper tirare fuori spesso dai singoli le loro qualità migliori. Maldini ha talento, va coccolato e stuzzicato nel modo migliore, bisogna lavorarci e avere pazienza, serve una guida che creda in lui. Ha le qualità per diventare un grande giocatore, chiaro che in un contesto di questo tipo sia complicato brillare. Ma la giocata che fa per il gol di Dele-Bashiru la vedono in pochi".
In casa Lazio tiene banco anche e soprattutto il futuro di Maurizio Sarri. Secondo Lei, quanto la permanenza del tecnico toscano sulla panchina biancoceleste dipenderà dai risultati che saranno ottenuti a fine stagione?
"La permanenza di Sarri, per me, non dipenderà dai risultati, per nulla. Piuttosto dalla volontà di un allenatore che ha vissuto, e lo dico senza timore di essere smentito, la sua stagione più complessa da quando è in panchina. Farebbe un errore la Lazio se pensasse, a prescindere dai risultati, che Sarri non possa più essere l’allenatore. E’ lui che ha tenuto in piedi la baracca, che nonostante la tempesta ha tenuto salde le redini, che ha fatto sì che non ci fossero praticamente mai momenti isterici. E non è scontato non vederne in certe condizioni. Non sono per nulla convinto che Sarri voglia accollarsi un’altra stagione piena di dubbi e incertezze, bisognerebbe capire in primis quale sarà la sua volontà. Ma penso sia difficile vederlo ancora sulla panchina della Lazio dovesse restare tutto uguale".
Negli ultimi giorni hanno fatto parecchio discutere le dichiarazioni rilasciate dal presidente Lotito in una telefonata con un tifoso: si sente di dare un suo giudizio riguardo al periodo che sta vivendo la società biancoceleste?
"Sta sicuramente vivendo il peggior momento della sua storia più recente a livello di rapporti. Servirebbe dialogo, ascolto, comunicazione corretta, lucidità nelle scelte, tutti fattori fondamentali perchè ci sia comunione d’intenti. Spesso non è solo il campo a parlare, ma anche tutto ciò che gravita attorno".
Che parere si è fatto riguardo alla protesta dei tifosi biancoceleste nei confronti della società? La ritiene giusta oppure eccessiva? Come viene percepita dall'esterno?
"La gente vuole sognare ed è giusto e fisiologico che esponga le sue idee in modo civile. Quando si ama si è disposti anche a gesti estremi ed è questo quello che sta avvenendo. Credo non sia mai sbagliato essere ambiziosi e pretendere un rapporto di armonia tra tutte le componenti, cosa che nel contesto Lazio non avviene da troppo tempo. E questo è un gran peccato viste le potenzialità che ha questo ambiente. Il tifoso laziale non sta chiedendo la luna, semplicemente di poter ambire a qualcosa di bello e accattivante, di potersi affezionare a qualche giocatore, che si guardi in avanti con speranza e con fiducia. Tutto questo, alla fine, è il motore che spesso muove la passione".
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