Lazio - Il futuro dell'attacco è un rebus tra rinnovi, scadenze e tentazioni arabe
Cambiano gli interpreti ma non le fatiche: l'attacco della Lazio continua ad annaspare. Sono appena 13 le reti (6 in meno del solo Lautaro capocannoniere) messe a segno dai 6 attaccanti biancocelesti (4 Immobile, 3 Zaccagni, 2 il Taty e Felipe, 1 Isaksen e Pedro). Numeri che non fanno altro che evidenziare i non pochi problemi del reparto offensivo. Non funziona, al momento, il tridente "alternativo" composto da Isaksen-Castellanos-Felipe Anderson.
Contro il Napoli la Lazio ha giocato la terza gara su 126 senza Immobile e Zaccagni contemporaneamente: nei precedenti è arrivata, oltre l'ultimo 0-0, una doppia sconfitta per 3-0. La sterilità della Lazio sotto porta torna ancora una volta a intrecciarsi con le ombre su un ciclo forse quasi concluso. Questo perché tra rinnovi, scadenze e tentazioni il futuro dell'attacco rimane un rebus. Nella giornata di sabato Giuffredi, agente di Zaccagni, è tornato a tuonare per un rinnovo promesso ma per il quale novità ancora non arrivano.
Anche il futuro di Immobile rimane incerto: a giugno il capitano tornerà a considerare le sirene arabe che già in estate avevano suonato a Formello. A questa situazione si aggiunge anche quella di Pedro, ormai al tramonto, e Felipe Anderson. Il brasiliano ha un accordo con la Juventus da novembre per svincolarsi e raggiungere in estate la Torino bianconera. Al netto di questo Lotito sta provando a convincere il brasiliano a restare e a prolungare con la Lazio. Mai come questa volta la rivoluzione sembra essere veramente inevitabile.
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