Lazio, c'è la nona sinfonia, ma quante stonature in difesa
FILO DIRETTO
Fa un bel respiro, Farris, solo negli ultimi dieci minuti di partita, avrà perso in pochi istanti diversi chili e tanto sudore, nonostante il diluvio, soprattutto quando gli avversari attaccavano e i suoi arretravano fin troppo. Ma è stato comunque lucido e ben presente, facendosi sentire dai suoi giocatori. “Non avevo dubbi sulle qualità dei ragazzi – ha spiegato il tecnico – Siamo felici per i gol di Immobile e Correa, che ci sono mancati, ma per fortuna la squadra nei turni precedenti ha sopperito a queste mancanze. Nel primo tempo siamo stati perfetti, poi quel rigore sbagliato ha cambiato totalmente la partita. Abbiamo sofferto, commesso degli errori, ma i giocatori sono stati bravi a restare sul pezzo e a portare i tre punti a casa. Un successo fondamentale per la Champions”. Il continuo contatto con Inzaghi, collegato con il tattico in panchina alle spalle di Farris: “Gli dedichiamo la vittoria, anche lui era provato dalla gara, era contento della reazione e di come i ragazzi hanno saputo restare bene in campo. Ora c’è il Napoli e in settimana insieme a Inzaghi e ai giocatori analizzeremo la gara, le cose belle e quelle meno”.
NONA SINFONIA
La gara col Benevento è la quinta vittoria di fila, una striscia importante per l’Europa che conta, ma c’è n’è stata anche un’altra che ha un valore storico. Ieri la Lazio ha ottenuto la nona vittoria casalinga consecutiva in campionato. Un traguardo importante e prestigioso perché non veniva raggiunto da quasi settant’anni. Soltanto in due circostanze la Lazio è arrivata ad un primato simile, nella stagione 1936-37 e nel 1949-50. L’ennesimo record stabilito da Inzaghi e dal suo staff. Ora all’orizzonte ce n’è un altro, ovvero quello di vincere a Napoli perché Inzaghi non ci è mai riuscito.
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