Lazio e Roma non si fanno male: tanto agonismo in campo e poche occasioni
È il derby della Capitale, è la partita attesa tutto l’anno. Quella che mette in stand-by una città intera, capace di rovesciarne equilibri e umori. E la risposta, allo stadio Olimpico, non può non essere quella delle grandi occasioni. Spettacolare, ancora una volta, la scenografia della Nord. O meglio dello stadio intero. Coinvolge Tevere, Distinti Nord, Curva e parte della Monte Mario la nuova opera d’arte del tifo organizzato biancoceleste. Ma c’è una partita da giocare, e inizia subito forte con la Roma in pressing. Al 10’ chiede però un rigore Guendouzi, Massa decide di lasciar correre e il Var non interviene. Tre minuti dopo l’errore della Lazio in disimpegno rischia di costare caro: Karsdorp calcia, Provedel risponde ma il pallone rimane lì per Cristante che segna, ma in posizione di fuorigioco. Si salvano i biancocelesti, che prendono coraggio e alzano la testa.
Al 18’ Immobile costringe Mancini alle cattive: ammonito il centrale. Colossale l’occasione al 24’, con Luis Alberto che spacca l’incrocio dei pali da fuori area. Ci sarebbe tre minuti dopo un fallo su Immobile, Massa si limita a fischiare il fallo. Sulla punizione è decisivo Rui Patricio, che respinge il pericolo dopo un ottimo colpo di testa di Romagnoli. Al 31’ finisce sulla lista dei cattivi anche N’Dicka, due minuti dopo botta e risposta tra Romagnoli e Foti in panchina: Sarri non ci sta. Massa ammonisce il tecnico biancoceleste e un altro componente della panchina giallorossa. La gara si fa dura e sporca, ammonito anche Lukaku che ferma una ripartenza al 36’ e, due minuti dopo, Immobile per un fallo su Mancini. Scoppia un capannello con Pedro e Paredes principali protagonisti, ma non arrivano altri gialli. A un passo dall’intervallo è bravissimo Guendouzi a imbeccare Luis Alberto.
Palla bassa, forte e arretrata al limite dell’area, il Mago arriva in ritardo e con il corpo all’inedtor e para in curva. Dopo un minuto di recupero arriva la fine del primo tempo. La seconda frazione inizia sulla falsa riga del primo, con i giallorossi che rientrano in campo convinti. È gara vera all’Olimpico, si alza il livello agonistico e il nervosismo in campo. Un’occasione importante arriva poco prima del 60’ con Guendouzi che va in verticale da Immobile, ma l’attaccante biancoceleste è contenuto bene. Al 64’ arrivano i primi cambi di Sarri: fuori Cataldi e Pedro, dentro Vecino e Isaksen. Al 67’ Luis Alberto forza un tiro e rischia di regalare un contropiede a Dybala: bravo nel recuperare e far fallo, ma era diffidato. Ammonito, salterà la prossima. Giallo anche per Patric al 74’ a causa di una trattenuta su Lukaku.
Brutte notizie un minuto dopo: problemi per Vecino entrato da poco, al suo posto entra Rovella. Decisivo all’80’ Marusic, che salva su una buona sponda di Lukaku. Un minuto dopo fuori Marusic e Felipe Anderson, dentro Hysaj e Kamada. Cambia anche Mourinho: fuori Bove e Dybala, dentro Renato Sanches e Azmoun. Fuori anche Karsdorp all’85’, al suo posto Celik. Scappa via Isaksen due minuti dopo, Azmoun lo stende e viene ammonito. Altro cambio per Mourinho al 90’: fuori Spinazzola, dentro Kristensen. Sono tre i minuti di recupero concessi, ma non c’è più partita all’Olimpico. Il derby finisce 0-0, nessuno si fa male e a nessuno cambia la stagione. Il risultato più prevedibile, forse, ma in campo è stata partita vera.
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