Lazio, Immobile regala l'ultima speranza Champions
EUROPA SICURA
E’ un successo tanto risicato quanto prezioso per la squadra di Inzaghi. Perché le consente di continuare ancora a credere nella Champions (c’è da recuperare la gara con il Torino) e, nel frattempo, le dà la certezza aritmetica di arrivare almeno sesta, che significa (quanto meno) Europa League e quinta qualificazione consecutiva in un coppa europea (filotto mai riuscito nell’era Lotito). E, last but not least, vuol dire pure centrare il 12° successo interno consecutivo (record societario ulteriormente migliorato per la banda Inzaghi). Dietro tutti tutti questi numeri e questi aspetti positivi c’è però una prestazione che è una delle peggiori stagionali per la Lazio. Il che non è certamente il modo migliore di approcciarsi al derby di sabato. La testa, forse, era già lì. Sicuramente non aiutano la formazione romana i troppi cambi effettuati da Inzaghi. Va bene il turn over, ma far ruotare quasi tutta la squadra è troppo (sono sei le novità rispetto all’undici iniziale di Firenze, ed a parte lo squalificato Leiva e l’infortunato Milinkovic, gli altri sono tutti avvicendamenti effettuati da tecnico per far rifiatare i titolari). Deludono ancora una volta i due acuisti più costosi dell’ultimo mercato (30 milioni spesi per entrambi): Muriqi e Fares sembrano voler fare a gara a chi sbaglia di più. E pure Cataldi, rilanciato in regia, non sfrutta l’occasione. Ma marca visita anche uno dei titolarissimi: Luis Alberto vive infatti - scrive la Gazzetta - una serata da dimenticare. A monte c’è comunque un approccio generale alla gara che non è quello giusto. E Ciro Immobile, ancora una volta il salva-Lazio, alla fine non si nasconde dietro un dito e giustamente richiama tutti all’ordine: «Non è con prestazioni come questa che si va in Champions».
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