Il presidente biancoceleste non può dimenticare tutti gli attacchi del numero uno granata per farlo fuori dai posti di potere
LAZIO-TORINO
Questo è il culmine dell’alta tensione, già in parte raggiunta lo scorso 16 dicembre 2019. Lotito e Cairo erano arrivati quasi alle mani in Lega per l’elezione di Dal Pino (osteggiata dal Torino) come successore di Miccicché. Ancora i due su posizioni opposte per la ripresa o l’interruzione definitiva del campionato, dopo lo scoppio della pandemia, guarda caso con la Lazio in lotta per lo scudetto e il club granata a rischio retrocessione. Quindi anche lo scorso 2 ottobre. Il presidente della Lazio e altri colleghi erano contrari a inserire (dopo il focolaio scoppiato al Genoa) nel Protocollo Figc la postilla del comunicato numero 51 della Lega che dava alle Asl la possibilità d’indirizzare il rinvio delle partite. Cairo era invece a favore e, guarda caso, come il Napoli è riuscito a «trarne vantaggio», come scritto nelle motivazioni della Corte d’Appello nella sentenza di rigetto del ricorso biancoceleste.
DIRITTI TV
Il direttore dell’Asl di Torino, Roberto Testi, non ci sta però a queste accuse: «Sono idiozie, abbiamo rispettato le norme e il club granata non ci ha fatto alcuna pressione». Lotito non ci crede, vorrebbe portare al Tar l’abuso d’atti d’ufficio e, se accertato, si potrebbe poi entrare anche in un risvolto penale. Bisognerà aspettare le prossime puntate. Magari questo disgelo formale potrebbe far rientrare quasi ogni questione. D’altronde anche nella battaglia sui fondi dei diritti tv c’è stata una sorta di riconciliazione. Cairo, contrario inizialmente, ha votato per Dazn nel finale. E’ quasi Pasqua, scambiatevi un altro segno di pace.
Cittaceleste.it
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