Serve risanare il costo del lavoro allargato non solo per evitare in futuro nuove sanzioni sul mercato: la Lazio rischia una multa dalla UEFA

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L'indicatore del costo del lavoro allargato tiene sotto scacco la Lazio, ma in futuro la situazione potrebbe peggiorare. Se la società biancoceleste ha già sforato il rapporto tra spese e ricavi nella trimestrale del 30 settembre (sarebbe intorno all'81%), la FIGC ha annunciato che tale soglia scenderà fino al 70% in vista della prossima sessione estiva di calciomercato. E se la Lazio vuole evitare nuove sanzioni per tornare a operare sul mercato, dovrà fare attenzione anche al rischio di una multa dalla UEFA.

Claudio Lotito e Angelo Fabiani

Il club biancoceleste, infatti, dovrà risanare e tenere sotto controllo l'indicatore in vista della trimestrale di marzo, anche nell'ottica di un'eventuale qualificazioni alle competizioni europee. Se la Lazio, infatti, dovesse centrare tale obiettivo e sforare nuovamente il parametro del costo del lavoro allargato, otterrebbe sì la licenza UEFA, che attesta la conformità di una società per poter partecipare alle stesse competizioni, ma andrebbe incontro a una multa, proporzionale allo sforamento del costo del lavoro allargato.

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