Luis Alberto è al centro del gioco bianoceleste eppure continua a non incidere con gli assist nonostante le otto reti segnate. Non era mai successo dal suo sbarco nella capitale
ZERO ASSIST
Croce e delizia della Lazio. Luis Alberto è il fenomeno ribelle dello spogliatoio, ma anche la mente del gruppo. Forse per questo i compagni spesso gli perdonano tutto, persino la mancanza di rispetto a ogni cambio. Eletto miglior centrocampista dello scorso campionato, quest’anno è sfortunato. Non calcolato nemmeno l’ultimo assist per Correa sul raddoppio, lo spagnolo resta ancora a quota zero. Incredibile per uno che nell’ultima stagione ne aveva messi addirittura 16 a segno. Per carità, stavolta ha otto gol come bottino, ma non possono bastare per uno del suo talento. Nel 2018 arrivò addirittura a 11 reti e 14 cioccolatini nel curriculum. Nelle prossime partite cercherà di mettere il turbo, caviglia permettendo. Anche perché, dal suo sbarco a Formello, non è mai successo chesia rimasto a secco. Persino nell’annata (2016/17) più difficile dell’ambientamento, con appena 9 gare (4 da titolare) giocate, Luis Alberto si laureò con doppio assist decisivo.
GIALLO E SPAGNA
L’Europeo può essere un ulteriore incentivo perché a breve si apriranno nuove chance per il suo sogno. Risale ormai all’’11 novembre 2017 l’ultima apparizione in Nazionale dello spagnolo: l’allargamento delle rose a 26 giocatori potrebbe finalmente ripremiarlo tre anni dopo. Luis Alberto ha sei giornate per convincere Luis Enrique a chiamarlo. Non può permettersi nessun passo falso, non può perdersi mezzo turno. Ecco perché deve scongiurare il prossimo giallo. In realtà, in ansia per una sua eventuale assenza, c’è Inzaghi e tutta la Lazio. E’ diffidato e non è il solo. Contro il Genoa Inzaghi dovrà già rinunciare al pilastro Acerbi, sostituito probabilmente da Hoedt in vantaggio su Parolo. Quest’ultimo diffidato insieme a Fares, Pereira, ma sopratutto, oltre a Luis Alberto, anche al big Milinkovic a centrocampo.
Cittaceleste.it
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