Simone Inzaghi rinnova con la Lazio, ah no, va all'Inter. Tutto in meno di 24 ore. Dal lieto finale a quello più assurdo, beffardo e amaro
Le colpe di Inzaghi e quelle di Lotito
Ma di chi sono maggiormente le colpe? Inzaghi o Lotito? Vero, il ripensamento del tecnico piacentino non è per nulla bello e sa di tradimento. Quello che più lascia sconcerti è il modo: tutto ok, d'amore e d'accordo la sera prima. Per poi tirarsi indietro appena viene fuori una proposta più allettante sia economica che tecnica. "You sold out", "ti sei venduto" canterebbero gli americani. Con l'aggravante di aver detto a Lotito nelle motivazioni di non avere più stimoli e che meglio non avrebbe potuto fare. E perché non l'ha detto la sera prima? Se non arrivava l'Inter questi stimoli li aveva e la Lazio era considerata da lui al top? Tutto questo fa riflettere, molto. Sull'uomo prima che sul tecnico, una delusione. Ma le colpe sono anche della società perché, come al solito, si aspetta l'ultimo per fare una cosa che poteva essere fatta mesi prima. Inzaghi è il tecnico giusto e ne vuoi fare un Ferguson italiano? Benissimo, rinnovagli il contratto la scorsa estate, a dicembre dopo il passaggio del turno in Champions o in Primavera. Siamo arrivati a maledire i giorni in cui Inzaghi ha preso il Covid perché proprio in quelli sembrava cosa fatta il rinnovo. Senza Covid avrebbe davvero rinnovato? Dubbi, tanti dubbi. Per un epilogo non bello, che alla Lazio non fa bene, e in cui tutti hanno le loro colpe. E a rimetterci sono sempre i tifosi. E chissà ora da che parte stanno i calciatori, con il rischio di una rivoluzione concreta.
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