In una delle rare interviste a cui si concede, il tecnico si lascia andare tra passato, presente e futuro e svela alcuni dettagli importanti
Lotito, Tare e il mercato
Il capofamiglia non è popolarissimo tra la sua gente. L’hanno ribattezzato il “gestore”.“Non riesco a capire fino in fondo i motivi della sua impopolarità, come l’hai definita. Comunicazione? Possibile. Ma Lotito ha preso la Lazio che era un disastro e bene o male la tiene costantemente tra le prime 5, 6 e in Europa. Pensa, io lo trovo piacevole, è un uomo di spirito ed è uno che ti ascolta”.
Il mondo si è fatto un’idea diversa.“Lotito avrà mille altri difetti, ma è di rara intelligenza, ha una cura ossessiva dei dettagli e soprattutto sul piano sportivo lascia piena autonomia”.
Allora è Tare che non digerisci.“Non ho mai avuto problemi con lui. Possiamo non concordare sulla valutazione di un giocatore o su alcune scelte, ma questo rientra nella normale dialettica di un gruppo di lavoro”.
Sul mercato quanto incidi?“Se non mi viene chiesto un nome non lo faccio. Illustro le caratteristiche tecniche, i parametri caratteriali della figura che mi serve, e pongo molta attenzione sul dato anagrafico. La stagione scorsa eravamo una delle squadre più vecchie d’Europa, il ricambio era necessario”.
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