Incredibile la prova sfornata dal rumeno in difesa su Ilicic a Bergamo
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ROMA - Sarebbe facile esaltare le giocate Milinkovic-Savic, il più completo centrocampista (ma anche attaccante e difensore) d’Europa. O sottolineare i numeri di Pepe Reina, l’uomo che gioca più palloni nella squadra anche se sulla sua carta d’identità come professione ha quella di portiere. Tutto troppo scontato. Voglio scrivere invece di un signore di 34 anni, Stefan Radu, ormai più romano che romeno. A mio avviso è lui uno dei segreti di questa Lazio, tornata ormai ai livelli prelockdown. Da qualche settimana le sue prestazioni sono di nuovo di livello altissimo. A Bergamo doveva curarsi di Ilicic, il giocatore più in forma del momento. Ed è finita con una mesta sostituzione del pericolo numero uno, annullato senza nemmeno ricorrere alle manieri forti. Forse qualche dato aiuta a capire il rapporto tra Radu e la Lazio. Acquistato nel mercato di riparazione del 2008, ha esordito in coppa Italia contro la Fiorentina 13 anni fa. La prima di una lunghissima serie di partite che lo hanno portato ad essere il secondo laziale con più presenze in serie A (324 contro 339 di Puccinelli), e al secondo posto tra quelle in generale con 397 gare, vicinissimo alle 401 di Favalli. E da allora è sempre stato una colonna della difesa. Basterebbe ricordare che ha iniziato la sua avventura romana con la coppia centrale difensiva Siviglia-Cribari. E in attacco c’era un certo Igli Tare e l’anno dopo tornò in biancazzurro Simone Inzaghi.
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