La denuncia del dottor G. padre di Michele: "In 10 li hanno accerchiati fuori da un pub"

di ALBERTO ABBATE

ROMA - Il dodicesimo uomo sempre più forte. Così la Lazio cinguetta il sostegno dei 1500 tifosi al seguito al Castellani: “304 chilometri d’amore”. Ma anche di paura, aggiungiamo noi. Perché ad Empoli, ieri sera, si è pure consumato un agguato vergognoso contro tre ragazzi di buona famiglia sopraggiunti in Toscana: “Sono tre studenti innocui, che avevano deciso di passare la notte lì dopo il match”. A denunciare l’accaduto è il padre di Michele, il dottor G., docente di urologia alla Sapienza: «Ho passato tutta la notte in ospedale, sono stravolto, ma per fortuna il peggio è passato», confessa a Cittaceleste. Prima di sviscerare nei dettagli la brutta vicenda: “Mio figlio e i suoi due amici, dopo la partita, sono andati a un pub, ma sono subito stati invitati a uscire perché non graditi in quanto laziali. Purtroppo si trattava di un’imboscata, perché appena messo piede fuori dalla porta sono stati aggrediti da 10 energumeni, che li hanno presi a pugni e calci. A un certo punto sono riusciti a scappare in macchina e sono rientrati di corsa a Roma alle 2 di notte. Ho portato Michele al pronto soccorso, c’è un grosso ematoma e l’infrazione di una costola». E poteva persino andare peggio, consumarsi una tragedia: “Stiamo decidendo se inoltrare la denuncia, ma ciò che mi dà più fastidio è che dei ragazzi vengano pestati in maniera così violenta. Sono stati ingenui, dovevano chiamare subito la polizia e non uscire dal locale». Invece è assurdo ancora, dopo Pescara, dover ingoiare così questo amaro boccale: CONTINUA A LEGGERE

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