La Procura Federale domani (oggi) lo manderà a processo, ma probabilmente solo per la violazione dell'articolo 1. I tifosi biancocelesti lo difendono: "Non hai nessun motivo per chiedere scusa". Anche la Lazio (non pubblicamente) dalla parte del giocatore: nessuna multa interna
di ALBERTO ABBATE (Pubblicato ieri 5 dicembre 2016)
ROMA - Perdonatelo, non sapeva quello che diceva: "A mente fredda mi rendo conto di aver risposto ad una provocazione con un’altra provocazione. Mi dispiace di essermi fatto prendere dalla tensione del dopo derby e di essermi espresso in maniera infelice". Lulic si scusa così. Non voleva essere razzista né discriminante contro Ruediger ("Vendeva calzini e cinture a Stoccarda"). E’ stato “ignorante”, pur conoscendo la propria storia. Di uno scappato dalla guerra, rifugiatosi in Svizzera: "Provengo da un paese che conosce le tragedie causate dai pregiudizi etnici". Per questo il bosniaco, davanti ai microfoni e non a casa con gli amici, ha una grande responsabilità dei messaggi che manda: "Noi dobbiamo dare l’esempio", le distanze prese dalla frase incriminata dal Papu Gomez e da tanti altri calciatori il giorno dopo la triste uscita. Non è moralismo e nemmeno perbenismo, la condanna è coscienza. Eppure tanti laziali non la pensano così, come si evince dai commenti al post “semipentito” di Lulic su Facebook: "Non hai nessun motivo di chiedere scusa a chi ha dato dello ‘zingaro’ a Mandzukic". Infatti De Rossi era stato il primo a sdrammatizzare sulle dichiarazioni a caldo di Senad: "Il vice-capitano della Roma ha raccontato gli stati d’animo post-derby - spiega il presidente del Coni Malagò - ma non giustificato frasi inaccettabili e da biasimare". Subito dopo l’accaduto, la Lazio ha parlato anche con la società giallorossa, che ha evitato di enfatizzare l’episodio. SVILUPPI - Il club biancoceleste si è dissociato, ma in realtà Lotito è dalla parte di Lulic. Non verrà comminata nessuna multa interna al giocatore, infatti. Non c’era razzismo in quell’uscita, solo una frase politicamente scorretta. E potrebbe essere con loro anche la Procura Federale, guidata dall’ex Prefetto Giuseppe Pecoraro. Da stamattina gli 007 della Figc esaminano le carte e potrebbero non ravvisare gli estremi per l’applicazione dell’art 11. Secondo le nostre esclusive indiscrezioni, domani arriverà il deferimento al tribunale, ma il rinvio a giudizio potrebbe essere per la violazione dell’art 1 (principi di lealtà), reato per il quale Senad potrebbe “cavarsela” con una semplice ammenda e al massimo con qualche giornata (da 2 - più probabile - a 5) rispetto alle 10 per esempio comminate a Grassi dell’Atalanta. Fra i precedenti anche quello delle "banane" del presidente Tavecchio, alla fine archiviato. Insomma potrebbe essere lanciata acqua sul fuoco della vicenda. Mica acqua in faccia a Cataldi. Dopo il derby, Watergate finito? CONTINUA A LEGGERE Cittaceleste.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA