ESCLUSIVA - Keita, Calenda e l’ennesimo “mandato della discordia”
ROMA - La procura è scaduta, ma verrà serenamente rinnovata: nonostante i tentativi di separazione da parte della famiglia del senegalese, Keita non ha alcuna intenzione d’abbandonare il procuratore-amico Calenda. Venerdì scorso i due erano insieme a una famosa concessionaria romana per l’acquisto di una nuova macchina per il Balde giovane. Che, al momento, rimane fermo sulla sua posizione: nessuna volontà di rinnovare con la Lazio. E’ vero, il club biancoceleste - anche sul pressing d’Inzaghi - a gennaio ha incontrato in gran segreto il manager e l’esterno, ma la riunione non è andata affatto bene: Calenda si è risentito del “mandato” affidato - senza alcun previo consulto - a Mendes per trovare un acquirente per Keita nella sessione invernale. Lotito lo ha smentito, ma c’erano le prove…
I NODI - In quest’aria non proprio serena, tuttavia, si cerca comunque di trovare un punto d’incontro. Che diventa immediatamente scontro sulla clausola rescissoria da 30 milioni. Al massimo Keita potrebbe accettarla a 20 in relazione allo stipendio offerto. Ma il nodo restano anche gli arretrati ovvero tutti i soldi persi negli ultimi due anni senza la firma su un prolungamento che - secondo il senegalese e il suo agente - era stato promesso tanto tempo fa. Ballerebbe quasi un milione: chissà, dopo l’opera di riabilitazione mediatica, se la Lazio dovesse davvero accontentare tutte le richieste, Keita lo firmerebbe questo stramaledetto rinnovo? CONTINUA A LEGGERE
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