ROMA - Massimo Oddo, ex terzino di Lazio e Verona, è intervenuto ai nostri microfoni per parlare della sfida di questa sera fra le sue due ex squadre e per parlare della sua partecipazione all'evento del 12 maggio. Lazio-Verona che partita sarà? “E' una partita di vertice, dove si incontrano…
ROMA - Massimo Oddo, ex terzino di Lazio e Verona, è intervenuto ai nostri microfoni per parlare della sfida di questa sera fra le sue due ex squadre e per parlare della sua partecipazione all'evento del 12 maggio.
Lazio-Verona che partita sarà? “E' una partita di vertice, dove si incontrano due squadre dove la Lazio ha tutto da perdere, mentre il Verona ha più da guadagnare. Non centrare l'Europa League per la Lazio sarà più problematico visto che era l'obiettivo minimo prefissato ad inizio stagione, mentre il Verona non gioca con questo assillo, se non ci arriva non sarà la fine del Mondo,sarà una partita tosta. La Lazio dal punto di vista tecnico è superiore, ha anche qualcosa in più, anche se il Verona ha fatto un campionato nettamente al di sopra delle proprie aspettative”.
Klose-Toni, il vecchio non passa mai di moda? “Si, finchè si segna (ride ndr). Sono due grandi campioni, si meritano questi palcoscenici e meritano tutto quello che stanno facendo nella loro carriera”.
Che cosa rappresenta il 12 maggio per te? “Un giorno importante per la Lazio, essere invitato significa che hai dato qualcosa alla storia di questa società e questo è motivo di orgoglio”.
Quando ti accorgi di essere diventato un idolo della Lazio? “Ti rendi conto quando vai in campo, l stima la senti non è che puoi fare finta di niente, ogni volta che scendi in campo ti rendi conto di essere stato un punto di riferimento per la gente che esulta per te”.
Stadio vuoto in campionato, stadio pieno il 12 maggio. Cosa cerca il tifoso della Lazio? “Non lo so, quello di trovare un punto di incontro con la società. Vivendola da fuori non riesco esprimere un giudizio. Entrambi vorrebbero qualcosa, i tifosi vogliano qualcosa, comunque cercano un punto di incontro dall'altra parte c'è un po' di muro e non c'è molta collaborazione e, alla fine, i tifosi lo sentono".
Come descriveresti la lazialità in una parola? “Passione è una grande passione, credo che sia una delle più belle tifoserie che ci siano, è un tifoso molto legato ai propri colori che vive questa passione con grande affetto”.
Come va la tua Fondazione? “Ormai quest'anno abbiamo fatto 10 anni, abbiamo fatto tante cose, le richieste sono tantissime, cerchiamo di fare quello che si può, soprattutto aiutare le storie che c colpiscono di più. E' inevitabile farsi aiutare da altre associazioni e collaborare insieme. Ne abbiamo tante di storie da aiutare, andiamo sempre avanti cercando di fare il massimo”.
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