ROMA - Una ne fa e mille ne pensa. E' un fiume in piena, Lotito, inarrestabile dopo aver fatto riconvolare a nozze Tavecchio col suo trono in Figc. Con via Allegri blindata, la prossima mossa di Claudio sarà quella di spingere per le riforme. Non c’è ancora urgenza per la legge sulle seconde squadre e sui legami di parentela: per la Salernitana, almeno nel breve periodo, non ci sono speranze di promozione. La prossima stagione magari la questione s’incendierà, ma meglio porre subito le basi. Secondo le ultime indiscrezioni, infatti, Lotito ora punta persino alla carica di presidente della Lega di Serie B al posto di Andrea Abodi, dimessosi dopo aver perso le elezioni federali.
STADIO - Intanto sono di ieri le parole del sindaco Raggi, che ancora aspetta il progetto biancoceleste dopo le esternazioni di Lotito. Il motivo di questo tergiversare adesso? Semplice, non c’è nulla lasciato al caso e al silenzio. Lo stesso adottato negli ultimi anni, lavorando alle spalle della Roma. Dopo aver rilanciato il sasso del suo storico progetto sulla Tiberina, alla luce dell’ok comunale allo stadio a Tor di Valle, il presidente ritira la mano aspettando l’appuntamento giallorosso in Regione il prossimo 5 aprile, ironia del destino, giorno del derby di ritorno di Coppa Italia. Inutile fare passi azzardati col Movimento Cinque stelle - che continua a proporre il Flaminio anche per togliersi di torno un proprio grattacapo - col rischio di trovarsi poi di nuovo impaludato successivamente. La Roma insomma ormai è la diga, così non c’è mai rischio esondazione sulla falsariga: CONTINUA A LEGGERE
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