ROMA - Torna a parlare Giuseppe Signori, idolo dei tifosi della Lazio e che sarà presente il 12 maggio. Lo fa in una intervista esclusiva concessa ai microfoni di cittaceleste.it, dove si racconta, a cuore aperto, tra presente e passato. Quando ti sei accorto di essere entrato nella storia della…

ROMA - Torna a parlare Giuseppe Signori, idolo dei tifosi della Lazio e che sarà presente il 12 maggio. Lo fa in una intervista esclusiva concessa ai microfoni di cittaceleste.it, dove si racconta, a cuore aperto, tra presente e passato.

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Quando ti sei accorto di essere entrato nella storia della Lazio?Credo dopo che sono scesi in piazza da quel giorno, mi sono reso conto di essere importante per una squadra e per una città. Noi eravamo in tournée in Brasile l'ho vissuta da lontano, mi chiamavano i giornalisti in Brasile. Non sapendo nulla di quanto accadeva, mi riferiva Oscar Damiani che era il mio procuratore di allora, poi ho ripagato la fiducia del presidente diventando capocannoniere la stagione successiva”.



Che sensazione si prova ad essere diventato un idolo per i tifosi della Lazio?E' una bella sensazione che ti ripaga di tanti sacrifici, questo affetto è reciproco ho avuto tanto e ho dato delle grosse soddisfazioni, io ho fatto solo il mio dovere e cioè quella di fare goal”.


Che cosa rappresenta per te questa festa del 12 maggio?Rappresenta il ricordo dello scudetto del 1974 che credo sia stato quello maggiormente sofferto c'è il ricordo dello scudetto, il ritrovo di tanti giocatori che hanno fatto la storia della Lazio, ci sarà grande entusiasmo.

Stadio vuoto la domenica e stadio pieno il 12 maggio. Cosa cerca il tifoso della Lazio?Ritrovare entusiasmo, cosa che gli manca e che gli è mancata in questi anni. L'entusiasmo lo possono dare la società e i giocatori sono loro che possono far affezionare i tifosi. Credo che ogni Lazio ha una storia a sè, avevo un altro presidente, ognuno fa come meglio crede, non è bello fare dei paragoni, mi ricordo che battemmo il record di abbonati, c'era entusiasmo per un squadra competitiva che lottava per il secondo e terzo posto, per andare in Uefa, prima non c'erano i preliminari di Champions League. Era difficile all'epoca arrivare a vincere, andavamo sempre in Uefa siamo arrivati anche secondi in un paio di occasioni”.

Che rapporto avevi con Zeman?Ho avuto un rapporto eccezionale per me è stato un allenatore fondamentale, il nostro rapporto andava oltre il campo di gioco. E' colui che mi ha lanciato nel calcio che conta, per la mia crescita e consacrazione, ogni allenatore mi ha dato qualcosa, ma Zeman mi ha dato qualcosa in più. Lui credo che ha trovato in me le qualità di goleador che neanche io sapevo di avere”.

Usa 94 tu e Baggio guidavate l'attacco dell'Italia. Che rapporto avevate, vi sentite ancora? “Ci siamo visti un po' di tempo fa al mio ristorante qui a Bologna, il nostro è un rapporto di amore e rispetto reciproco. E' un grandissimo giocatore, un pallone d'oro è un campione di cui si ricorderanno tutti anche fra 300 anni”.

Ora come è la vita di Signori lontano dal calcio?Sono amministratore del mio ristorante, e ho parecchio da fare, abbiamo 11 dipendenti. Non è che uno apre e pensa di avere una barchetta poi ti accorgi di avere una nave da crociera, ci sono tante responsabilità. E' stato di aiuto per distrarmi da quello che mi è accaduto, non mi manca il mondo del calcio. Se non fosse successo tutto ciò, un domani mi sarebbe piaciuto insegnare agli altri quello che hanno insegnato a me”.

Qual'è il gol più bello che hai realizzato con la maglia della Lazio?Come difficoltà quello nel derby di destro, uso il destro solo per correre (ride ndr). Ce ne sono talmente tanti, quello contro il Torino e contro l'Inter, sono molto belli, ma quello più bello è quello nel derby senza ombra di dubbio”.

Che cosa significa per te la lazialità in una sola parola?Amore per una maglia”.

Ti rispecchi nel calcio moderno di oggi, oppure è così lontano da quello che hai vissuto tu?Era un calcio diverso, veniva vissuto nella maniera giusta, adesso ci sono molti più interessi rispetto a prima, è troppo esasperato. Sono quei valori che si sono persi, quando la famiglia va allo stadio con il panino e la frittata. Ora ci sono interessi troppo grandi, si cambia spesso orario per le partite, i valori commerciale e il business hanno cambiato tutto”.

Un messaggio che vuoi mandare a tutti i tifosi della Lazio:Il loro affetto e il loto amore è uguale a quello che io provo nei loro confronti”.

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