GENOVA - Si scalda la delicata vicenda dei diritti televisivi delle partite di calcio delle prossime tre stagioni. Con una lettera cortese ma anche lievemente minacciosa, Sky ha diffidato la Lega di A dall’assegnare i diritti tv fuori dalle regole del bando. Nella lettera inviata ai presidenti delle società con…
GENOVA - Si scalda la delicata vicenda dei diritti televisivi delle partite di calcio delle prossime tre stagioni. Con una lettera cortese ma anche lievemente minacciosa, Sky ha diffidato la Lega di A dall’assegnare i diritti tv fuori dalle regole del bando.
Nella lettera inviata ai presidenti delle società con in allegato la diffida, Sky si definisce «da più di 10 anni il partner principale della Serie A» che ha «investito oltre 5 miliardi di euro costruendo un prodotto televisivo amato e seguito da milioni di persone, portando a un forte incremento dell’occupazione e facendo fare un grande salto di qualità al racconto del calcio in tv, grazie alle tante innovazioni introdotte».
«Allo stesso tempo siamo stati al vostro fianco assicurandovi risorse economiche per pianificare e gestire la vostra squadra. Vogliamo continuare a investire nel Paese e nel calcio contribuendo a far crescere lo sport più amato dagli italiani - si legge ancora nella lettera di Sky -. Ma anche noi dobbiamo salvaguardare gli investimenti del nostro azionista e non possiamo accettare l’idea che l’assegnazione dei diritti della Serie A avvenga secondo principi e ipotesi non regolari e non previste dal bando, le cui linee guida sono state preventivamente approvate dalle Autorità indipendenti».
«Per questo abbiamo notificato questa mattina alla Lega Calcio, nelle persone del suo Presidente Maurizio Beretta e del suo Direttore Generale Marco Brunelli, la diffida che trovate in allegato. È un passo - ha concluso Sky - a cui siamo stati costretti perché crediamo che il rispetto delle regole sia sempre fondamentale e, proprio nel pieno rispetto delle regole, in questa gara noi abbiamo fatto le offerte più alte».
Sky vuole puntualizzare la situazione di fatto: sul piatto c’è un pacchetto del valore di oltre 1 miliardo di euro all’anno per il prossimo triennio e la tv di Murdoch punta alla fetta di torta più grossa, composta dalle 8 grandi squadre, mentre Mediaset rischia di portare a casa le briciole, con le partite delle altre 12 squadre. Una situazione esasperata da un vero e proprio battibecco televisivo condotto dai volti più noti delle due emittenti: Ilaria D’Amico e Mino Taveri, che hanno invocato ciascuno il rispetto delle regole per l’altro.
La pay tv di Murdoch potrebbe fare il pieno, visto che ha presentato la migliore offerta (355 milioni di euro) per il pacchetto A, per trasmettere sul satellite le gare delle 8 squadre principali, fra cui Juventus, Milan, Inter, e una fra Napoli e Roma. Con 420 milioni di euro, poi, Sky ha superato l’offerta di Mediaset per il pacchetto B, ossia per le stesse partite sul digitale terrestre, dove il Gruppo australiano avrebbe un’intesa con Telecom Italia per l’affitto di cinque canali.
È di Fox l’offerta più alta (15 milioni di euro, ma sotto il minimo d’asta) per il pacchetto C, ossia i diritti per interviste e immagini degli spogliatoi, che però, in base al bando, possono essere assegnati esclusivamente a un soggetto licenziatario del pacchetto A o B. Mediaset infine ha avanzato l’offerta maggiore (300 milioni di euro, contro i 150 di Fox che però non raggiunge il minimo d’asta) per il pacchetto D, contenente le partite fra le 12 squadre non incluse nei primi due slot. Si tratta di un’offerta condizionata che potrebbe non essere accettata.
L’advisor Infront dovrebbe chiarire all’assemblea i vari dubbi, indicando ai club la strada migliore per massimizzare i ricavi limitando i rischi di incorrere in interferenze legali. Non sono arrivate infine offerte per il pacchetto E (piattaforma internet) e per questo la Lega potrebbe esercitare l’opzione di rifare l’asta.
Intanto, la delicata assemblea della Lega chiamata a decidere sui diritti tv per il triennio 2015-2018 è stata aggiornata al 25 giugno, dopo essere stata preceduta in mattinata da un incontro fra alcuni presidenti in cui secondo indiscrezioni si sarebbero confrontate diverse posizioni rispetto all’esito dell’asta. Arrivando in Lega quasi tutti i dirigenti hanno evitato dichiarazioni, inclusi il presidente della Juventus Andrea Agnelli, quello della Lazio Claudio Lotito e l’ad del Milan Adriano Galliani.
In assemblea (assenti i rappresentanti delle retrocesse Livorno e Catania) è andato in scena un doppio esordio, quello dei nuovi presidenti di Sampdoria e Cagliari, Massimo Ferrero e Tommaso Giulini. (Il Secolo XIX)
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