Città Celeste Notizie Il match IL COMMENTO - Dalle stelle alle stalle: il derby è una catapulta infernale!
Il match

IL COMMENTO - Dalle stelle alle stalle: il derby è una catapulta infernale!

redazionecittaceleste
ROMA - Catapulta infernale: dalle stelle alle stalle, la Lazio non esce dal tunnel. Viene risucchiata da un primo tempo pazzesco, ma non certo sufficiente a vincere un derby. Rimane tanto amaro in bocca e la paura di una ripresa, che comunque poteva andare in maniera differente. Sliding doors: cosa…

ROMA - Catapulta infernale: dalle stelle alle stalle, la Lazio non esce dal tunnel. Viene risucchiata da un primo tempo pazzesco, ma non certo sufficiente a vincere un derby. Rimane tanto amaro in bocca e la paura di una ripresa, che comunque poteva andare in maniera differente. Sliding doors: cosa sarebbe successo se Mauri non avesse colpito quel palo? La fascia alla fine si alza sulla testa di Totti, Pioli ha ancora i brividi per il suo debutto. Non voleva firmare per il pari alla vigilia, eppure – come a San Siro – quella sostituzione di Felipe Anderson con Onazi ha una bella X nei suoi occhi.

FELIPE - StraFelipe derby, solo nel primo tempo. Gol-non gol, Anderson è il fantasma della Roma: sparisce e riappare in porta. E il Felipe dell'opera dell'11 gennaio: un pittore, un mago, il nuovo eroe biancoceleste. Sgambetta i giallorossi verso lo scudetto, li umilia a suon di dribling e palombelle. Sarà pure un atleta di Cristo, ma è spietato col “Diavolo” capitolino. Cattivo persino in difesa, quando c'è da abbattere (ben spesa l'ammonizione su Iturbe) il nemico. Anderson è un angelo biancoceleste, ormai mette l'aureola su ogni palla che tocca: 5 gol in 5 partite di campionato e cinque assist. Mica passaggi normali, sono servizi divini. Dieci degli ultimi undici centri (ora saliti a 33) della Lazio sfiorano i suoi piedi.

MAURI – Anche il capitano biancoceleste vi “purga” ancora: o Mauri, nostro Mauri, capocannoniere a quota 7 gol. In volo, Stefano, verso un'altra gloria nel derby. Ispirato dal dono del “Pipe”, protettore degli assist. E' ancora in grazia di Dio, Felipe Anderson, strepitoso nell'azione del primo gol al 25'. Lascia tre romanisti per terra e manda la Lazio per un tempo in paradiso. I tifosi giallorossi possono restare nel limbo, Caronte trascina ancora le loro anime, morte dopo il 26 maggio. Secondo la divina commedia della Nord: “Non sperate mai veder lo cielo: i' vegno per menarvi a l'altra riva”. Anche perché il “nuovo” brasiliano d'oro toglie ogni scialuppa di salvataggio tre minuti più tardi: “La la la Felipe Anderson”, canta la Curva a passi di samba.

GLI ALTRI - Cana alza il muro, stavolta bisogna fare gli applausi al guerriero. Cattivo al limite per un derby. Basta invece soffre parecchio nella ripresa, Radu sbaglia la diagonale sul gol di Totti. Strepitoso però nel raddoppio in semisforbiciata. Candreva non è ancora tornato: come al solito, pecca troppo d'egoismo. Djordjevic sgomita, ma non può bastare sotto porta. Era tutt'altra storia quando Klose ballava fra i Lupi... Una volta lo squalo tedesco sbranava la Roma al novantatresimo, adesso – qualche minuto prima - il “Mito” si divora i gol a tu per tu con De Sanctis. Così abbiamo tutti mal di panzer.

Cittaceleste.it