La colpa è però del tifo organizzato - scrive ilMessaggero - al punto da ridurre ad un turno la squalifica dei Distinti, ma non quella della Curva, che sarebbe stata vuota comunque.
ROMA - Il “deserto Olimpico” continua. Fra proteste e squalifiche, si chiudono altri tornelli, una volta derubricata la triste e ignobile vicenda degli ululati ad ennesima vergogna ultrà. Facile farlo con una curva laziale rea di sin troppi precedenti in materia, ma è la solita ipocrisia all’amatriciana. Perché i nuovi settori chiusi erano quelli solitamente utilizzati dalla Lazio per campagne promozionali (fino all’anno scorso era l’abbonamento Cucciolone, che a prezzi più che popolari consentiva ai minori di 11 anni di abbonarsi e andare allo stadio con gli adulti) sull’onda emotiva del nuovo comandamento cristiano, quindi lotitiano, di «riportare le famiglie allo stadio». Ebbene, mentre gli ultrà disertano, le “famiglie” e la “gente normale” consumano l’ennesimo scempio razzista. La colpa è però del tifo organizzato - scrive ilMessaggero - al punto da ridurre ad un turno la squalifica dei Distinti, ma non quella della Curva, che sarebbe stata vuota comunque.
Cittaceleste.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA