LIVORNO – Il capotreno Reja è arrivato alla fermata di Livorno con tanti dubbi e poche certezze, ha addestrato al meglio i suoi commilitoni per alimentare il sogno Europa League. CAPITANO MIO CAPITANO – Mauri si traveste da poeta e Carpe Diem quando Lulic gli disegna con il radar un…
LIVORNO – Il capotreno Reja è arrivato alla fermata di Livorno con tanti dubbi e poche certezze, ha addestrato al meglio i suoi commilitoni per alimentare il sogno Europa League.
CAPITANO MIO CAPITANO – Mauri si traveste da poeta e Carpe Diem quando Lulic gli disegna con il radar un tracciante che spedisce alla spalle di Bardi non proprio preciso nell'occasione e porta in vantaggio la Lazio. La sua posizione porta a maggior sacrificio a Keita e Candreva, meno brillanti del solito, ma non gli fa lasciare punti di riferimento alla retroguardia labronica spesso in difficoltà.
CANDREVA IL DODICESIMO DELLA STORIA – Mauri ancora protagonista, si guadagna un calcio di rigore che Candreva trasforma con freddezza, dodici goal in stagione, come te nessuno mai, stacca di una lunghezza Nedved ed Hernanes ed entra nella storia del club capitolino, è il centrocampista più prolifico della storia in un'unica stagione.
BARDI CANONIZZATO – Oggi è tempo di santificazioni, anche a Bardi gli va bene, nella ripresa ipnotizza in varie occasioni gli attaccanti della Lazio che trovano un muro che gli sbarra la strada verso la loro terza marcatura.
IN FILA PER IL SESTO - Livorno mai in partita al cospetto di una Lazio ordinata e quadrata che ha sistemato le amnesie difensive non subendo neanche una rete. La squadra di Reja conquista una vittoria importantissima in chiave Europa League, Torino e Verona non stanno a guardare e l'agganciano in classifica. Contro il Verona non c'è Giulietta che tenga, bisogna spostarla dal balcone con vista Europa League.
Cittaceleste.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA