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di Lorenzo Ottaviani

FIRENZE - Keita sette bellezze in quattro partite. Al minuto 55, Keita punisce ancora. Stavolta a Firenze, il senegalese centra in diagonale la quindicesima rete della sua stagione. Stavolta a lanciarlo è niente di meno che Luis Alberto, migliore in campo per personalità e atteggiamento. In un centrocampo privo di Biglia, lo spagnolo si mette sulle spalle la Lazio e conferma di non essere affatto il bidone dell’anno. Applausi anche in questo caso allo psicologo Inzaghi per l’approccio e la prestazione generale. Le “seconde linee” non pensano certo alla finale che non giocheranno. Per questo la strategia del tecnico funziona ancora una volta alla perfezione. Nessuno più di Murgia (secondo gol in campionato in poco più di 300’) poteva avere una maggiore motivazione: perfetto l’inserimento di testa sul cross di Luis Alberto.

FIORENTINA

OLE’ - Tacchetti e suola al posto delle nacchere. Incidono al Franchi come a Marassi col Genoa. Anche contro la Fiorentina Luis Alberto dà un saggio completo del proprio repertorio tecnico: tunnel a Borja Valero, poi la punizione stampata sulla traversa superiore, poi ancora lanci, assist di tacco. Lo spagnolo s’impegna persino in pressing, ha voglia e lo si vede in campo. Al 28’ è sfortunato perché stavolta il suo sinistro a giro, precisissimo, viene sventato da un volo di Tatarusanu. E’ comunque in forma, l’ex Liverpool, e non si abbatte per i 206’ sino ad oggi disputati. Tare e Inzaghi l’hanno confermato per la prossima stagione, adesso però deve allargare il fiatone. I ritmi blandi di Firenze lo favoriscono, rimangono delle perplessità quando il gioco si velocizza.

FLOP - Purtroppo rispondono tutti alla chiamata alle armi, tranne Djordjevic. Non si sveglia, ornai è una questione di Filip col pallone in ogni dove. Il serbo non solo non riesce mai ad essere pericoloso sotto porta, ma nemmeno a proteggere la sfera o a far salire la squadra. Così nella ripresa Inzaghi è costretto a sostituirlo con Immobile. Anche perché, a sorpresa, la Fiorentina ribalta il risultato prima con un’incertezza di Strakosha su un tenero colpo di testa di Babacar, poi grazie a un rimpallo di Radu su Kalinic, poi addirittura sull’autogol di Lombardi. I biancocelesti rimangono addirittura in 10 per un problema al polpaccio di Parolo, a sostituzioni già finite. Reagiscono, ma ora per la finale tremano…

Cittaceleste.it

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