ROMA - Non solo il Milan di Gattuso, anche i giovani rossoneri di Lupi hanno messo ko la Lazio. Continua il periodo negativo dei biancocelesti della Primavera, che questa volta si sono arresi 2-1. Inutile il gol dal dischetto al 78esimo di Miceli. I lombardi hanno archiviato la pratica dopo un'ora di gioco, prima con la rete di Forte nel primo tempo e dopo con Tsadjout.
Milan-Lazio 2-1
Marcatori: 36' Forte (M), 60' Tsadjout (M), 78' rig. Miceli (L)
MILAN (4-3-3): Guarnone; Bellanova, Merletti, Gabbia, Llamas; Brescianini, El Hilali, Pobega (70' Torrasi); Dias (75' Capanni), Tsadjout, Forte (86' Sinani).
A disp. Cavaliere, Campeol, Negri, Sportelli, Sanchez, Larsen, Bargiel, Bianchi, Vigolo.
All. Alessandro Lupi
LAZIO (3-5-2): Alia; Kalaj, Silva, Petro; Spizzichino, Bari (30' Mohamed), Miceli, Marchesi (85' Aliaj), Falbo; Neto, Del Signore (58'Maloku).
A disp. Rus, Darini, Battistoni, Lukaj, Al-Hassan, Fidanza, Javorcic.
All. Valter Bonacina
Arbitro: Andrea Capone (sez. Palermo) Ass: Biava-Cucumo.
NOTE. Ammoniti: 57' Pobega (M), 62' Marchesi (L), 87' Merletti (M)
Recupero: 1'pt; 3' st.
Primavera 1 TIM, 23ª Giornata
Milan-Lazio
Sabato 10 marzo, h. 13:00
Stadio F. Chinetti di Solbiate Arno
LE PAROLE DEL MISTER
Al termine del match, il tecnico della Primavera biancoceleste Valter Bonacina è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky: "Sono due o tre sfide che entriamo tardi in partita, è un aspetto mentale. I ragazzi non riescono a scrollarsi di dosso la paura e non affrontano l’avversario con l’intensità e la cattiveria agonistica che ci vuole. Una volta subito il gol è come se ci liberassimo di un peso e allora si inizia a giocare. Non possiamo permetterci questo, bisogna far bene sin da subito. La condizione fisica è migliorata ma serve intensità dal primo all’ultimo minuto. In occasione del primo gol del Milan credo che fosse fallo, ma al di là di questo, un giocatore non può perdere la palla in quella zona del campo, ci si deve mettere più cattiveria agonistica, abbiamo perso una decina di questi contrasti ed è qui che pecchiamo: manca questa fisicità, determinazione e personalità. Ho cercato di lavorare sulla testa ma ancora non ci siamo, dobbiamo scollarci di dosso la paura e avere più personalità. Mi occupo con grande intensità sia dell’aspetto fisico che mentale. Cerco di operare sulla fase difensiva perché perdiamo tutti i contrasti e su quella offensiva in quanto dobbiamo osare di più attaccando l’area avversaria ed essere più cinici. Siamo rientrati in partita dopo il rigore, abbiamo fatto qualche cross, potevamo fare qualcosa in più ma è chiaro che ci vuole convinzione, se non sono convinti i ragazzi si fa dura. Quando incontriamo squadre attrezzate come il Milan c’è anche la qualità che fa la differenza, i ragazzi forse lo capiscono e subiscono troppo invece dovremmo reagire e dare qualcosa in più. Non cerco scuse ma da quando sono arrivato ci sono stati parecchi infortuni che non mi hanno permesso di schierare lo stesso undici. Anche dare una continuità in allenamento è difficile, bisogna sempre gestire, cercare di temporeggiare e anche oggi mancavano dei giocatori importati. Dobbiamo cercare di fare più punti possibili e pensare partita dopo partita. Non si può giocare metà sfida ma si deve essere sempre concentrati, dobbiamo dare tutti qualcosa in più”.
LA RABBIA DI MICELI
Miceli invece perde le staffe ai microfoni di Lazio Style Channel: "C’è stata una bella reazione: dopo il rigore abbiamo spinto e cercato di creare occasioni. Abbiamo fatto una buona gara, ma il risultato ci penalizza ancora. Purtroppo non abbiamo segnato e ci dispiace, ma non dobbiamo mollare. Mancano otto partite, dobbiamo dare tutto e centrare il nostro obiettivo che è quello di salvarsi. Nelle ultime quattro siamo andati sempre sotto, con la Juventus siamo riusciti a pareggiare. Il problema è mentale: entriamo timorosi. In settimana lavoriamo molto e oggi si è visto. Sono convinto che ce la possiamo fare, la squadra deve capirlo. Alcuni ridono e scherzano, ma la situazione è grave. La Lazio è ultima in classifica, dobbiamo remare dalla stessa parte. Qualcuno evidentemente non lo fa, dobbiamo onorare la maglia e salvarci a tutti i costi. La Lazio è stata sempre nei piani alti della classifica, quest’anno siamo ultimi. Bisogna dare il 150% e fare l’impossibile. Il calendario? Ora c’è la sosta: recuperiamo le energie e cerchiamo di vincere le partite che restano, soprattutto gli scontri diretti. Sono tutte finali e dobbiamo dare tutto. A Bologna sarà importante non fallire, speriamo vada tutto bene".
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