Il commento
ROMA - Follia di tacco, il derby diventa un terribile pacco. Difficile da scartare così. Incredibile la leggerezza con cui Wallace regala la palla a Strootman: l’olandese lo pressa in uscita, intercetta e scarica in pallonetto alle spalle di Marchetti. Mani ai capelli a bordocampo del connazionale de Vrij, tenuto a scaldare la panchina per la sicurezza mostrata dal brasiliano in queste ultime tre gare. La Roma porta sFortuna e la temperatura diventa siderale all’Olimpico. Doccia fredda. Come l’acqua buttata in faccia da Strootman dopo l’esultanza a Cataldi, espulso per avergli tirato la maglietta e creato una maxirissa. I biancocelesti s’innervosiscono e non combinano più nulla. Non solo non c’è sorpasso, ma quell’errore di Wallace pesa come un sasso. Perché la formazione d’Inzaghi gioca un tempo,dominando la Roma. BLACK OUT - Sino al gesto schizofrenico, mai nel panico. Invece ecco il black out. Sparisce Marchetti sul tiro da centrocampo di Nainggolan e la Roma balla il can can. Il portiere era stato strepitoso poco prima su una schiacciata di Dzeco, ancora la Nord cantava e si sentiva l’eco. Delle scorribande di Felipe, delle cavalcate ignoranti d’Immobile, tre volte a un passo dal gol utile. Invece la Lazio mastica bile. Perché stavolta persino Banti, con un mezzo pasticcio su Banti, era stato utile. Invece adesso il rimpianto diventa difficile da contenere. RICORDI - E pensare c’era davvero tutto per far festa, senza perdere la testa. Sbandieratori in campo. Era tutto biancoceleste: “Con la forza della storia, ora tocca a voi”. Nel prepartita la squadra di Inzaghi entra in campo e va a prendersi l'applauso della Nord sotto le note di "Lazio Patria Nostra" e di "Morning Glory”. E per la prima volta vola pure Olympia. Tre giri perfetti, vola Lazio vola. Coro proseguito da una Nord invasata di gloria. Anche perché sui maxischermi passa pure il batticinque di Lulic del 26 maggio, quella Coppa eterna dentro al cuore della capitale. Ancora piangono, i romanisti, provando a sporcare quasi ricordo. Persino quello dell’allenatore più grande. Applausi scroscianti della Curva alle immagini di Maestrelli, a 40 anni dalla scomparsa, che allena la banda del 74’ a Tor di Quinto. I gemellini Maurizio e Massimo a Tor di Quinto, a bordo campo. Re Cecconi e Chinaglia che parlano nel video, l’invasione di campo per lo scudetto. Tutto finito di tacco, che smacco. Cittaceleste.it
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