EL - Lazio, l’Europa per rinascere
Se l’obiettivo è l’Europa, la Lazio è quasi in linea con le attese con 10 punti in 6 partite e con 11 gol fatti. Il problema sono i 10 gol che ha subìto. Per trovare una squadra così fragile in difesa dobbiamo scendere un gradino più sotto: il Milan ne ha presi altrettanti. Ma il Livorno, neo promosso, che in classifica ha gli stessi 8 punti dei rossoneri, ne ha incassati solo 6, quasi la metà della Lazio.
E’ da questo dato che Petkovic deve ripartire. Le assenze finora hanno pesato. Anche a Reggio Emilia, di fronte al Sassuolo, gli mancavano Konko e Biava, oltre a Radu e Novaretti.
Non aveva molte alternative e questa è un’attenuante, anche se di fronte alla prestazione di tutta la squadra non è il caso di indugiare con le scuse. Anche perché, se aggiungiamo le altre due gare ufficiali della stagione (Juve in Supercoppa e Legia Varsavia in Europa League), i gol diventano 15 in 8 partite, con una media di quasi 2 gol incassati ogni 90 minuti.
TROPPI GIRI - Un po’ per scelta, un po’ perché obbligato, il tecnico laziale ha cambiato spesso la difesa. Ogni allenatore vorrebbe puntare su due difensori centrali, trovare il punto d’intesa e non sostituirli più. Finora, invece, si sono alternate queste coppie: Ciani-Cana 3 volte, Novaretti-Cana 2 volte, poi Cana-Biava, Dias-Biava e Dias-Ciani nell’ultima partita di Reggio Emilia, dove nel finale i difensori sono diventati tre, Ciani-Cana-Dias.
Lo stesso è successo con i terzini, che hanno cambiato spesso la fascia di competenza. In questo caso, l’assenza di Radu si fa sentire. La difficoltà a mantenere lo stesso assetto con le stesse caratteristiche alla fine diventa un problema per Petkovic e la sua squadra.
RIPARTIRE - Il senso deve essere questo. Riflettere e ripartire. La Lazio non è fuori da nessun gioco, né dal campionato (4 punti in meno dell’Inter, due in più del Milan), né tanto meno dal girone di Europa League, iniziato con una vittoria. Giovedì, in Turchia, il test sarà interessante al di là del valore della squadra avversaria e dell’importanza del primo posto nel gruppo. Quella partita servirà a capire meglio le dimensioni della Lazio e l’adeguatezza delle sue ambizioni.
Il mercato non ha dato finora i risultati attesi, Petkovic continua a ignorare le scelte del club. Non sembra il massimo della sintonia tecnica.
IN TURCHIA - Rispetto a quello della Fiorentina, il girone d’Europa League della Lazio è un po’ più difficoltoso, a cominciare dalla trasferta sul campo del Trabzonspor Kulubu, squadra della Super Lig turca, quarta in classifica dietro a Fenerbahce e Rizespor, e ha gli stessi punti del Besiktas (che ha però 2 partite da recuperare e in ogni caso è avanti per la differenza reti). Anche in Turchia il tecnico laziale avrà dei problemi da risolvere in formazione per l’assenza di giocatori importanti, a cominciare da Klose. Fra il miglior Klose e il miglior Floccari la differenza è notevole, così come fra il peggior Klose e il peggior Floccari. I difensori centrali del Sassuolo domenica scorsa hanno fatto un figurone e Bianco ha sbagliato il tempo solo quando ha dovuto chiudere su Candreva: Floccari non l’ha mai infastidito.
ANCHE PER IL CAMPIONATO - Giovedì ci sarà da correre e questo appare come il vero problema della Lazio attuale, o almeno di quella vista domenica pomeriggio davanti al Sassuolo. Non era una squadra brillante, tutt’altro. Ha perso quasi tutti i contrasti, sul pallone è arrivata quasi sempre dopo l’avversario, era sbiadita nello svolgimento del gioco, mai toni accesi, mai grandi spunti, non ha mai mostrato la differenza tecnica che, sulla carta, era tutta a suo favore. Il Sassuolo rubava l’occhio per la rapidità della sua manovra e l’organizzazione nella fase difensiva. La Lazio aveva muscoli e testa appannati, sotto questo aspetto il lavoro è ancora lontano dalla fase di rifinitura
A Trebisonda la Lazio dovrà dare una risposta chiara e netta, non può attardarsi ancora, non può ripetere prestazioni come quella di Reggio Emilia. Stavolta l’Europa League può servire anche per il campionato: non sbagliare in coppa per riprendersi subito in Italia.
Corriere dello Sport
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