FLASH - Tagliente, l’ex questore di Roma: "L’Olimpico chiuso per razzismo? Giusto ma serve anche altro"
ROMA - E’ stato Questore di Roma. E prima ancora, ha diretto l’ordine pubblico e l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, alla cui nascita ha partecipato con impegno e idee. E’ stato il responsabile della sicurezza della Nazionale e ha messo al collo la medaglia di campione del mondo in Germania, nel 2006. Oggi Francesco Tagliente è prefetto a Pisa. Nella giornata della memoria in ricordo della firma delle leggi razziali avvenuta a San Rossore, slittata di un mese rispetto alla data del 5 settembre per la concomitanza con il capodanno ebraico, l’alto funzionario dello Stato è intervenuto e ha parlato anche di questo fenomeno legato al calcio, all’attualità, a quanto avviene negli stadi, toccando il discorso della tifoseria laziale che ha conosciuto molto bene.
«Penso a ciò che troppo spesso avviene dentro i nostri stadi sia nel campionato italiano, che durante le coppe europee. Il rigore è necessario nella repressione dei reati, ma occorre mettere in atto anche una strategia di legalità di più ampio respiro che deve servire a tutelare la collettività dall’ignoranza di pochi: con la cultura, che in questo caso si traduce con un percorso da fare con club e tifosi». Tagliente ha aggiunto: «Il 7 novembre, a Roma, allo stadio l’Olimpico, si gioca a porte chiuse. Una decisione molto forte dell’Uefa per sanzionare i cori razzisti di frange di tifosi definite malate. Le punizioni sono giuste, ma non bastano per questo penso al ruolo della cultura. Perché non è giusto che paghino tutti per l’ignoranza di pochi».
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