di ALBERTO ABBATE ROMA - Solo un passo di tip tap: balla, balla pure, Balzaretti. In semirovesciata, vomiti una rivalsa, mica una rivincita . E t'accechi comunque al settantunesimo con migliaia di Lulic e tante coppeinfaccia. La Roma stavolta vince un misero derby e stappa lo spumante. Frizza però ancora…

di ALBERTO ABBATE

ROMA - Solo un passo di tip tap: balla, balla pure, Balzaretti. In semirovesciata, vomiti una rivalsa, mica una rivincita . E t'accechi comunque al settantunesimo con migliaia di Lulic e tante coppeinfaccia. La Roma stavolta vince un misero derby e stappa lo spumante. Frizza però ancora al 90' – rigore di Ljajic - lo champagne del 26 maggio sulle seggiole dell'Olimpico. Scoppiata una bollicina, resta l'effervescenza dell'immortalità.

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Boccali di storia, pinte di gloria, spuma di leggenda, ubriacatevi lo stesso laziali, nel ricordo della Roma: “Ah dimenticavo, c'è il 'memorial' derby...finisco la birra e poi entro!”, scrive subito la Curva. Risponde la Sud, con una manciata d'ore di ritardo: “Il mio nome è il simbolo della tua eterna sconfitta”. Dopo un minuto l'invasione delle legioni della Nord, impero laziale. Volano bombe dall'alto: “Non c'è niente di più celeste di un cielo che ha vinto mille tempeste”.

Stringete pure le nuvole, romanisti, terranno nascosta quella Coppa che saprete sempre di avere perso. Non è un pezzo di metallo, è argento vivo: “SSLazio, forgiati nell'onore e nella tradizione...voi da mera fusione!”. Già perché l'Alba – senza Fortitudo – del giorno dopo sorriderà comunque ancora alla Lazio. Questione di maieutica: “Noi nativi...voi fidelizzati”. Dalle origini ai giorni nostri, i romanisti punzecchiano la strana pace di Formello: “Che coraggio a damme der rifardito, te che stai a steccà co' Lotito”. Il presidente, già contestato per il mercato, è l'unico vero sconfitto di questa stracittadina. Dal campo escono a pezzi invece Hernanes, fantasma soporifero, Dias, con la saudade di se stesso, e Klose, squalo affogato nei record. Svuotato lo stadio, stracciate le riviste e qualche bandiera, riemerge però lo scatto sul prato. La differenza è scavata fra i pali: il miracoloso Marchetti è fresco sposo bianco. Nero De Sanctis, ancora a lutto.

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