ROMA – Stefano Pioli sale in cattedra e nell'Aula Magna della Facoltà di Economia di Tor Vergata, davanti agli oltre 500 tra allenatori e preparatori atletici accreditati e agli studenti della Facoltà di Scienze Motorie del secondo ateneo di Roma, fa una vera e propria lezione di calcio, tra presente…
ROMA – Stefano Pioli sale in cattedra e nell'Aula Magna della Facoltà di Economia di Tor Vergata, davanti agli oltre 500 tra allenatori e preparatori atletici accreditati e agli studenti della Facoltà di Scienze Motorie del secondo ateneo di Roma, fa una vera e propria lezione di calcio, tra presente e passato ma con l'allenatore sempre al centro del campo.
“Per me è un onore e un piacere essere qua, parlare di calcio è la mia passione sono qui a confrontarmi con voi e per mettere a confronto le nostre idee, che non vuole essere una verità assoluta che abbiamo tramutato in un metodo di lavoro. La metodologia e i carichi di lavoro, volevamo spiegarvi come eravamo arrivati a questo metodo di lavoro”.
RAPPORTO CON LO STAFF - “Perondi che è il responsabile dei preparatori degli infortuni ama ripetere che l'allenatore è il responsabile dello staff, io condivido tutto con il mio staff, dalla programmazione alle scelte e alle situazioni di gioco. Passiamo tanto tempo insieme siamo insieme da 15 anni, c'è una grande conoscenza reciproca e di valori molto molto vicina, lavoro insieme allo staff in tutto e per tutto. Io sono al centro di tutto sul lavoro nel campo sono un accentratore. Sul campo sono a mia disposizione, hanno massima libertà poi sono un allenatore che vuole sapere tutto. Lo spogliatoio è una zona neutra ma voglio sapere chi ha fatto recupero chi ghiaccio, chi ha fatto la seduta suppletiva di tecnica. Confrontandoci sempre e discutendo molto, dai confronti si può crescere ma poi il responsabile è l'allenatore”.
ESPERIENZA - “Ho iniziato nel 99 nel settore giovanile del Bologna molto importante per la mia formazione, ho provato a mettere in pratica le mie idee, poi ho capito che significa vere un gruppo di giovani. Gli allievi Nazionali erano già mturi, e grandi è stata una palestra molto importante a livello di gestione di gruppo, è l situazione più importante da sviluppare per ognuno di noi dobbiamo entrare nella testa dei giocatori, tutto diventa più difficile. Il settore giovanile la nostra missione è quella di migliorare e far crescere i giocatori, un nostro obiettivo e priorità è migliorare i giocatori che abbiamo a disposizione, sia che siano giovani o meno giovani, è la nostra priorità in tutto quello che facciamo. Naturalmente otteremo dei benefici, anche la squadra sale di livello. E' quella che mi ha permesso di mettere a disposizione delle squadra la possibilità di crescere e avere un metodo di lavoro che portiamo avanti con grande convinzione e un nostro progetto di gioco. Ognuno ha le sue priorità, ma credo che vanno tutte bene. Vincono allenatori che hanno un calcio offensivo e meno offensivo, siamo partiti da una base: si gioca la domenica per come ci siamo allenati durante la settimana. Bisogna abituarla a giocare in quel modo. Il giocatore deve leggere tante situazioni di gioco, il giocatore deve conoscere più situazioni possibili, se è in parità o superiorità numerica, se c'è una transizione veloce. La presenza del pallone è costante per noi, il 90 per cento usiamo il pallone che è più motivante e stimolante per il giocatore. Dal punto di vista di intensità il giocatore può raggiungere un livello più alto possibile”.
PROGRAMMAZIONE - “Abbiamo un sistema di match anaylist anche durante l'intervallo della partita. Riusciamo a far vedere ai nostri giocatori quello che succede. Subito nel post gara, ho già tutti i numeri della gara. L'allenatore sa già che prestazione h fatto, mi presento in sala stampa sapendo già quello che è successo se abbiamo avuto un baricentro più basso e più alto. Con ancora più convinzione e chiarezza. Nel giorno post gara dove programmiamo la settimana di lavoro. Li parlo con tutti i miei collaboratori, sugli aspetti tecnico tattici, fisici, da questo parte la programmazione del micro ciclo. Molto della settimana dipende dalla partita precedente, fino al venerdì non pensiamo agli avversari ma solo sulle nostre situazioni di gioco. Alla ripresa degli allenamenti c'è sempre un breefing e una riunione con tutto la staff anche quello sanitario per. L'analisi video è molto importante, abbiamo un collaboratore validissimo che si occupa di queste situazione La squadra la rendiamo consapevole. Usiamo situazioni collettive, usiamo anche situazioni singole e di reparto. Non sempre i giocatori sono consapevoli delle situazioni sul campo, farli partecipare, fa si che il giocatore sia ancora più consapevole delle sue situazioni, rivolte ai nostri principi e regole di gioco. Non si va mai a cercare il colpevole ma si va a ricercare quello che succede. Qui non abbiamo fatto bene magari avevamo la palla noi, per me la seduta video è un seduta di allenamento e la partecipazione della squadra è importantissima. Da una sintesi generale si va ad un filmato di 4/5 minuti che faremo vedere alla squadra. Dal giovedì parliamo degli avversari con lo staff. Faremo vedere il video solo a fine settimana”.
METODO DI LAVORO - “Abbiamo introdotto negli ultimi periodi, diamo molto importanza all preparazione dell'allenamento. I giocatori arrivano un ora prima al campo, la prima mezz'ora dedicata lal fisioterapia. La seconda mezz'ora sono a disposizione dello staff fisico e tecnico. Ogni giocatore ha una tabella da rispettare. Molto importante il colloquio medico. I giocatori devono comunicare eventuali problemi per evitare problemi durante la settimana. Ci sono situazioni dove vediamo se il giocatore può fare tutto l'allenamento. Ogni giocatore ha una scheda personalizzata, che obbligatoriamente deve soddisfare i preparatori. In campo vogliamo atteggiamento, intensità e qualità. Se vogliamo una squadra intensa, determinata attenta e propositiva, è chiaro che devi preparare sedute di allenamento dove i giocatori mettono in campo queste situazioni. La mia presenza in campo durante gli allenamenti è forte. Nelle situazioni normali con e senza intervento di allenatori, dai giocatori pretendiamo il massimo. Solo se danno il massimo durante la seduta dell'allenamento potranno poi applicarlo in campo .Tutti a disposizione finchè sia una seduta intensa. Bisogna organizzare bene la seduta, preparare il campo, con tutte le situazioni anche se loro sono in palestra. Ridurre i tempi morti, i carichi di lavoro, il gioco che facciamo. La durata degli allenamenti non è elevata 70/80 minuti. Diamo il tempo di bere un po' di acqua abbiamo molta densità. Siamo molto attenti ai carichi di lavoro individuali. Le situazioni post e pre allenamento, per capire se qualche giocatore ha bisogno di interventi suppletivi. Una delle nostre priorità è di mantenere il giocatore in salute e sia continuo. L'allenamento non è finito, diventa molto recuperare lo sforzo a fine allenamento, abbiamo una chech list del post allenamento. Molto importante quest'anno stiamo approfondendo i dti del GPS, 20' minuti da fine allenamento abbiamo tutti i report. Il risultato del Gps equivale quello del campo se con Murelli ci accorgiamo che non è astato un allenamento intenso, significa ch il giocatore non ha lavorato con la squadra. Qui bisogna migliorare se vogliamo essere presi in considerazione. Ognuno di loro cerca di trovare le situazioni migliori per recuperare, ghiaccio per cercare di recupera il prima possibile il giocatore. Per valutare il carico di lavoro, c'è molto spazio per la fisioterapia e i massaggi. A fine allenamento c'è il confronto con tutto lo staff se il programma del giorno dopo può essere cambiato o mantenuto, c'è sempre elasticità oppure se c'è bisogno di aumentare o diminuire. Abbiamo due diverse programmazioni, per non essere troppo invasivi. Se giochiamo in casa riposo martedì e ci si allena il lunedì. É molto importante valutare subito come stanno i giocatori, svolgere un lavoro di recupero. Per far si che il mercoledì si possa fare un lavoro importante durante la settimana. Abbiamo mantenuto la settimana tipo anche in trasferta,si riposa il lunedì e poi ci si proietta alla prossima partita.
MOTTO DI PIOLI – Il miste poi ha una frase chiave: “Facciamo un lavoro di squadra e di gruppo. E' molto più importante il simbolo che portiamo avanti piuttosto che il nome che portiamo dietro. Tutti noi abbiamo grandi aspettative e siamo ambiziosi, c'è chi vuole farsi rinnovare il contratto, chi ha altri obiettivi. Tutti possiamo raggiungere il traguardo se ognuno di noi rinuncia a qualcosa per metterla a disposizione della squadra. Mettere da parte l'io per pensare al noi, questo è il concetto di squadra che ho io”.
BALOTELLI E CASSANO – Una domanda verte su Cassano e Balotelli a cui il mister risponde: “Non posso valutarli, non li ho sottomano. Io posso giudicare solo giocatori che alleno non quelli che sono lontani”.
IRRINUNCIABILE PIOLI - “Di conoscenza e coerenza non sii può fare a meno. Sono fondamentali per un allenatore. Devi sapere rispondere ai quesiti dei tuoi giocatori, devi credere a quello che dici. Devi entrare nella testa dei giocatori, se dice una cosa la deve fare. Sono partito dal settore giovanile ch mi ha aiutato tanto, con i ragazzi parlavo spessissimo di tantissime cose per cercare di migliorarli per cercare di renderli più consapevoli. Il rapporto con i grandi è diverso, mi piace confrontarmi parlare, però c'è una linea che non va superata. Devi essere coerente e tracciare una linea e una strategia penso sia molto importante, ma la coerenza aiuta ad aumentare la tua credibilità davanti agli occhi dei tuoi giocatori”.
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