Il romanista Giusti: "A Udine era gol. Derby? Lotito dice 3-0"
Calma, sul derby non si scherza. Max Giusti sta debuttando a Palermo con il suo spettacolo «I personaggi» (il 30 gennaio a Roma): imitazioni, battute, risate a mille. Immancabile il «suo» Lotito che piace da morire anche al presidente della Lazio. «Sì, mi chiama quando lo imito in tivù, viene ai miei spettacoli. E io nei suoi confronti ho il massimo rispetto. Credo di essere in preda a una sorta di sindrome di Stoccolma… Ma per fortuna che ci sono presidenti così: lui, Ferrero, penso ad anni fa Rozzi dell’Ascoli: tutto fa spettacolo».
Quindi?
«Beh no, la Roma è la Roma. Ma non mi va di esagerare con gli sfottò, di fare l’antilaziale estremista. A “Quelli che il calcio” non ho mai fatto Lotito la settimana prima e dopo il derby. Ci deve essere rispetto per l’avversario, anche se il derby a Roma è come il Palio per Siena. Ma poi, pronti, via, tutti in campo a giocarcela».
Reduci dalle polemiche del gol-non gol di Udine.
«Gol è gol. È la palla dentro e basta. Come diceva il buon Boskov: “Rigore è quando arbitro fischia”. La storia è piena di gol come questi. Poi sono tutte chiacchiere che servono ad alimentare la vigilia del derby, per il bene dei tifosi».
Comunque?
«La Lazio farà una grande partita, finirà 3-0 per loro, tanti auguri alla Lazio!».
Scaramanzia.
«Assolutamente sì».
Scendendo nei particolari?
«Sarà una bella partita. La Lazio è in crescendo. La Roma ha ottime potenzialità, anche se è stata massacrata da mille infortuni. Spero non senta il peso di trovarsi a
1, ma quel che conta è il suo essere squadra, una coesione rara, una filosofia positiva che fa la differenza dal pre Garcia, un allenatore che ha saputo unire il gruppo». (Gazzetta dello Sport)
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